Trieste, Paolo muore a 42 anni in un incidente. Era andato ad acquistare lo scooter su cui ha perso la vita: “Una ferita che non si rimargina”

di Rosaria Claudia Romano
1 settimana fa
11 Giugno 2021

MONTE SAN BIAGIO (TRIESTE). Paolo Pezza è deceduto a 42 anni a seguito di un tragico incidente. Non è bastata la corsa in ospedale, Paolo si è spento poco dopo essere giunto lì.

Trieste, Paolo perde la vita in un bruttissimo incidente

Paolo è morto a 42 anni e viveva a Trieste, lavorava come operatore socio sanitario nel pronto soccorso dell’ospedale di Cattinara dove aveva da poco vinto un concorso. Proprio qui, per una strana ironia della sorte, Paolo ha perso la vita nella sala di rianimazione.

Le ferite riportate erano ormai troppo gravi e per lui non c’è stato nulla da fare.

L’incidente

Il sinistro che gli è costato la vita è avvenuto lungo il tratto stradale tra la frazione di Redipuglia e il casello del Lisert.

Secondo le prime ricostruzioni, Pezza stava rientrando a Triste dopo una trasferta in Veneto. Era andato a Padova, per acquistare lo scooter su cui viaggiava. Per cause che sono ancora al vaglio degli inquirenti ha perso il controllo del mezzo, finendo contro un guardrail al centro della carreggiata.

Le condizioni sono apparse critiche sin dal principio; la corsa in ospedale non è servita a salvargli la vita.

I messaggi di addio

A Monte San Biagio era conosciuto e tutti lo amavano. Sono tanti i messaggi che si susseguono sul web.

Anche il sindaco Federico Carnevale gli ha riservato un pensiero: ” La notizia ha sconvolto gli animi di tutta la nostra comunità” e continua: “Paolo era una persona buona sempre sorridente e ottimista nei confronti della vita. Anche se la vita lo ha strappato troppo presto all’affetto di chi gli voleva bene, troverà in paradiso le braccia della cara mamma Flora, pronte ad accoglierlo”

Il consigliere Guglielmo Raso gli ha riservato un pensiero: “A Monte San Biagio siamo cresciuti tutti insieme, condividendo un’età spensierata fatta di nottate sul muretto, vicoli, bar, feste, scorribande. E la tragica e prematura morte di uno di questi ragazzi è un urlo straziante, una ferita che si aggiunge ad altre, mai rimarginate, rinnovandone il dolore”. (fonte: IlMessaggero)
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