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Comunali Napoli, Prof Melillo: «“Lista Manfredi sindaco”, una possibilità che mi lusinga»

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Napoli

COMUNALI NAPOLI. Ci siamo. Manca, infatti, circa una settimana allo scadere delle presentazioni delle liste elettorali. Liste che fino a questo momento sembrano essere gremite di “personaggi”, dai più illustri ai, come dire, i più “popolari” e “mediatici”. Diversi i nodi da sciogliere sulle candidature al consiglio comunale sia da un lato, che dall’altro. Una delle più rumorose è senz’altro quella che riguarda Hugo Maradona, il fratello del Pibe de Oro che, dovrebbe correre come capolista di Napoli Capitale, movimento di destra, guidato dall’ex eurodeputato Enzo Rivellini, in coalizione con Catello Maresca. Il tempo stringe e Hugo non ha ancora la cittadinanza italiana e, sempre stando a quanto si apprende, i legali sono più che all’opera e in fermento. Nel frattempo non si arresta la diaspora del mondo arancione verso centrodestra, centrosinistra e persino Bassolino. Non a caso si parla di “assessori in fuga” dal comune di Napoli. Assessori che, sembrano dirigersi un po’ ovunque.

Da Maresca a Manfredi

L’ex magistrato sta lavorando a 10 liste. I tre partiti del centrodestra ci saranno, anche se lo stesso Maresca aveva dichiarato: «Ce ne fottiamo dei simboli». Fi e FdI con i propri marchi, la Lega invece non avrà il suo, proprio per non innescare spiacevoli situazioni tra i partenopei.

E così, le civiche Essere Napoli e Napoli Capitale, che avevano detto «mai con la Lega», si sono potute aggregare in tranquillità. Ma non finisce qua. Il progetto nato all’insegna del civismo puro ha poi imbarcato anche Coraggio Italia e Cambiamo. Da Maresca sono, quindi, poi approdati anche pezzi del mondo arancione del sindaco uscente, Luigi de Magistris, come Daniela Villani, ex assessora alla Qualità della vita.

L’ex ministro del governo Conte due

Avrebbe dalla sua, invece, tutti i big nazionali: Letta, Speranza, Bersani, Fratoianni e Conte. Il tavolo di coalizione, partito inizialmente con 24 partecipanti, alla fine conterebbe 13 liste. “Manfredi sindaco” con Capolista il notaio Dino Falconio. A seguire Napoli solidale, dove ci saranno gli esponenti di Articolo1; Sinistra italiana e il gruppo di Sergio D’Angelo: ex assessore al Welfare della prima giunta de Magistris, patron di Gesco, che ha ritirato la sua candidatura a sindaco.

Dalla sinistra si passa al centro e precisamente ai fedeli del governatore Vincenzo De Luca con Napoli libera, fino alla destra, presidiata da Azzurri per Napoli. Qui ritroviamo tre compagini:
Forza Italia organizzata da Stanislao Lanzotti (uscente non ricandidato): il gruppo del manager Riccardo Maria Monti e Italia Viva o meglio ribattezzati Napoli Viva.

Ma i disertori di Dema sono anche nel centrosinistra: l’ex vicesindaco Raffaele Del Giudice e l’ex assessora al Welfare Roberta Gaeta.

Caso a sé, l’attuale presidente della III Municipalità, Ivo Poggiani, anche lui esponente del mondo arancione. Sulla stampa locale è stato pubblicato, infatti, un appello per la sua ricandidatura nella coalizione di Manfredi. Ma, stando a quanto lo stesso staff di Manfredi spiega, sembrerebbe un qualcosa di alquanto irrealizzabile, visto che si tratterebbe di un’autocandidatura in una Municipalità che interesserebbe invece i 5S.

Altra probabile candidatura molto appoggiata e ben vista, è quella che riguarda, invece, il Professore Leone Antonio Melillo. Anche qui, non mancano certo gli appelli dei “più”, un’indiscrezione che anticipammo e, che, a quanto pare avrebbe avuto tanto seguito.

Quel “si vocifera” di circa una settimana fa, in merito ad una Sua probabile candidatura, su proposta della “Lista Manfredi Sindaco”, sembrerebbe voler diventare qualcosa di più concreto. Diverse, infatti, le testate che hanno rimbalzato la suddetta “indiscrezione”… È da considerarsi ancora solo un’indiscrezione?

«La politica, intesa come “servizio”, comprende le istanze della comunità che vuole rappresentare. E propone la “candidatura” che vuole realizzarle, per garantire la loro concreta attuazione. Penso, ad esempio, al “turismo inclusivo della rivoluzione digitale” ed ai progetti scientifici, già condivisi con il Prof. Gaetano Manfredi, anche attraverso convegni internazionali e ovviamente alla valorizzazione del patrimonio architettonico e storico della città di Napoli e, in particolare, dei quartieri Vomero e Arenella. In relazione a tutto ciò, questa è una possibilità che, sicuramente, mi lusinga».

Più volte si è detto e si è scritto del “vademecum” voluto dall’ex Rettore, candidato sindaco: una sorta di “Regolamento Manfredi” per poter accedere alle candidature. Cosa ne pensa?

«Credo che la “proposta di candidatura” già garantisca questa necessità. Evita anche la possibilità di un’“offerta di candidatura”, diversamente ispirata. Sembra una conferma di quanto ho appena affermato. La “politica”, quando è realmente intesa come “servizio”, propone le candidature di coloro che vogliono effettivamente farsi portavoce delle istanze della collettività. In questi casi abbiamo una sorta di “semaforo verde”. Si consenta la metafora».

 

Stando appunto al suddetto “vademecum”, Lei, professore, sarebbe senza alcun dubbio, un aspirante candidato indiscutibile, non solo in merito al suo curriculum vitae e ad una pregressa e intensa collaborazione con il candidato sindaco Gaetano Manfredi, ma anche per quella “res pubblica” che le scorre nelle vene e che la vuole bisnipote di Matteo Maria Melillo, uno dei massimi esponenti e fondatore del socialismo nella terra di De Luca…

«Mi limiterò a ringraziarla per questo apprezzamento, che mi consente di rammentare i miei legami con il Cilento ed il Vallo di Diano e con il mio bisnonno, Matteo Maria Melillo. Un uomo che ha vissuto la politica come “servizio” e la “proposta” di candidatura come una domanda scandita dall’espressione: “è disponibile?”. Una persona che si è sempre distinta per l’integrità morale, che ha sempre caratterizzato il suo impegno politico, al quale la città di Salerno ha dedicato l’intitolazione di una strada».

Matteo Maria Melillo, Direttore e Redattore del giornale Il Parlamento Italiano

Volendo fare un punto sulla situazione e soprattutto sulle problematiche in cui versa la città di Napoli, cosa manca a questa terra e quale sarebbe l’apporto che eventualmente Lei potrebbe dare nella costruzione di una nuova dirigenza?

«L’esperienza, ancora in atto, come componente di una commissione esaminatrice (commissione interministeriale RIPAM, soggetto conferente Formez) ha avvalorato le mie convinzioni, circa la necessità di competenza professionale. In qualsiasi attività al servizio della società ed anche di serietà nella gestione amministrativa. Occorre una preparazione adeguata per “operare nelle Amministrazioni e nelle imprese pubbliche”. Ed una “specifica preparazione nella gestione e amministrazione, con particolare riferimento alle aree funzionali”».
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