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Salento, ennesimo incidente sul lavoro: Fabio muore travolto e schiacciato dal lastrico del solaio. Aveva 39 anni

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Salento Fabio morto a 39 anni

SALENTO. Incidente sul lavoro nel pomeriggio in Salento, a Palmariggi, dove un operaio di 39 anni, Fabio Sicuro, originario di Martano, e’ morto mentre demoliva il solaio di un garage.

L’operaio

Sarebbe stato travolto dal cedimento improvviso del lastrico solare su cui stava lavorando con un martello pneumatico: e’ precipitato al suolo ed e’ stato schiacciato dalle macerie.

Soccorso dai colleghi e, subito dopo, da sanitari del 118, e’ morto poco dopo l’arrivo in ospedale. Sul posto sono intervenuti carabinieri e Responsabili dello Spesal. L’area e’ stata sequestrata dal pm di turno Maria Vallefuoco che ha disposto l’autopsia.

Samuele lasciato cadere dal balcone a Napoli, la vicina del domestico: «Mariano lo sentivo parlare da solo, urlava anche di notte”

NAPOLI. Samuele ucciso dal domestico. “Era strano: camminava, all’improvviso urlava che lo stavano picchiando e lo volevano uccidere, però era da solo”. A parlare è la vicina di casa di Mariano Cannio, il 38enne accusato dell’omicidio del piccolo Samuele, precipitato dal balcone di casa venerdì 17 settembre a Napoli, in via Foria.

Come raccontato dalla donna ai microfoni di “Pomeriggio Cinque”, Mariano era solito urlare anche di notte, pur essendo da solo. Ed era soggetto a comportamenti che avevano insospettito l’intero vicinato. “Tutto il quartiere lo chiamava per le pulizie perché dicevano che era veramente bravo – prosegue – Aveva problemi e si notavano, però nessuno avrebbe mai pensato che potesse fare del male a un bambino”.

Domani i funerali del piccolo Samuele

“Vietato fare foto e video”, recita il cartello affisso davanti alla chiesa di Santa Maria degli Angeli alle Croci di Napoli, dove domani ci saranno i funerali di Samuele Gargiulo, il bimbo di 4 anni lanciato dal balcone di casa sua in via Foria a Napoli venerdi’ scorso.

In carcere c’e’ Mariano Cannio, 38 anni

Il domestico della famiglia che ha ammesson le sue responsabilita’, raccontando di averlo preso in braccio e di averlo lasciato cadere “per un giramento di testa”. Nei prossimi giorni verra’ effettuata una perizia medica tesa a valutare le sue condizioni di salute e lo stato mentale anche al momento dell’omicidio.
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