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San Marino, referendum per depenalizzare l’aborto: stravince il sì

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SAN MARINO. Nel referendum indetto a San Marino per depenalizzare l’aborto ha stravinto il sì. L’affluenza è stata del 41,11% in media con le altre consultazioni.

A San Marino, in base alla legge finora vigente, le donne non potevano abortire nemmeno se in pericolo di vita e l’interruzione di gravidanza era per il codice penale nazionale un reato punito con la reclusione da tre ai sei anni. Ora con la vittoria del sì la legge cambierà.

Al termine dello scrutinio delle 37 sezioni, il 77,30% degli elettori ha approvato la legalizzazione dell’aborto. I sì sono stati 11.119 contro i 3.265 no.

Nei referendum abolito il quorum – Il dato dei votanti è considerato normale e in linea con quello di altre consultazioni visto che non vi è necessità del quorum, abolito proprio con un referendum nel 2016, l’unico nella storia recente del Paese ad avere un’affluenza di oltre la meta’ degli aventi diritti (52,63%).

Alle urne sono stati chiamati 35.411 elettori – 22.970 interni e 12.441 esteri – che hanno potuto potranno esprimere il loro parere. Sulla scheda i cittadini hanno trovato scritto: “Volete che sia consentito alla donna di interrompere volontariamente la gravidanza entro la dodicesima settimana di gestazione, e anche successivamente se vi sia pericolo per la vita della donna o se vi siano anomalie e malformazioni del feto che comportino grave rischio per la salute fisica o psicologica della donna?”.

La campagna elettorale ha visto schierati su opposti fronti le attiviste dell’Unione donne sammarinesi, organizzazione promotrice della consultazione popolare, e le associazioni Pro Vita.

Ora, con la vittoria del sì, il Congresso di Stato sarà chiamato a redigere entro sei mesi un progetto di legge volto a disciplinare l’interruzione volontaria di gravidanza in territorio sammarinese.

Nel dettaglio – viene esplicitato – la Reggenza, ricevuto il progetto di legge, lo trasmetterà al Collegio Garante della costituzionalità delle norme perché si esprima sulla compatibilità della proposta. Il Congresso di Stato, apportati eventuali emendamenti, depositerà il progetto di legge all’Ufficio di Presidenza del Consiglio Grande e Generale che lo inserira’ all’ordine del giorno della prima seduta utile. Fonte: Tgcom24
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