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Premio Antonio Falconio, Dino: «Un “bacio sulla fronte” per la Napoli in the world»

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Napoli premio Antonio Falconio

NAPOLI. Napoli in the world, su il sipario. Un concerto dedicato alla canzone classica napoletana con protagonisti i finalisti del Premio Antonio Falconio, ex presidente del Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella.

Lo spettacolo, facente parte della rassegna Capri Opera Festival, dedicata all’opera lirica italiana nel mondo, curata nell’ideazione e nella direzione artistica da Pasquale Amato (realizzata con il sostegno del Fondo Unico dello Spettacolo del Ministero della Cultura e della Regione Campania e patrocinata dai Comuni di Capri, Anacapri e dalla CONFAPI Napoli) e andato in scena martedì 2 aprile, presso l’Auditorium Paradiso di Anacapri, ha regalato, ancora una volta, un tripudio di emozioni, difficili da raccontare. Sensazioni, che possono solo essere provate.

Napoli Premio Antonio Falconio

Un parterre composto da giovani voci campane, nazionali e internazionali che hanno debuttato alla presenza di direttori artistici, agenti e operatori del mondo dell’Opera.

Una giuria, di tutto rispetto, guidata dal Soprano di fama mondiale Anna Pirozzi, per decretare, il vincitore, o meglio la vincitrice del Premio dedicato alla memoria di Antonio Falconio: la giovanissima Alessia Merepeza.

Un premio, istituito dalla famiglia Falconio o meglio dal capostipite Dino:

«E’ per me una grande emozione, ogni anno, ricordare con questo premio mio padre, scomparso dieci anni fa. Fu un uomo che unì alle sue virtù cristiane, una straordinaria capacità lavorativa, avendo successo in qualsiasi settore si impegnasse: dalla direzione centrale del Banco di Napoli, all’insegnamento presso la Facoltà di Ingegneria Gestionale della Federico II; al Conservatorio e a tante altre sue attività.

 Privatamente, i ricordi sono numerosi. Quello che più di tutti mi lascia sempre una carezza sul cuore, è quando mi salutava con un bacio sulla fronte, nonostante fossi diventato un uomo abbastanza avanti negli anni.

 Una delle cose che rendeva più orgoglioso mio padre, era l’essere napoletano. Questo sicuramente si è trasmesso nel sangue e ha dato vita ad una super passione per la città di Napoli e la sua cultura.

 Ecco perché, non potevo esimermi dal dedicare un premio a lui e alla nostra città… E ai giovani… Una sorta di bacio sulla fronte che dia speranza, forza e coraggio. Quel coraggio e quella carezza sul cuore per realizzare i propri sogni e le proprie ambizioni.

Napoli Premio Antonio Falconio

E ancora aggiunge:

«Voglio ringraziare i giovani cantanti che si sono esibiti. Sono stati tutti bravissimi e di un elevato livello tecnico e musicale. Credo che, anche per la giuria, non sia stato facile giungere al verdetto finale. Ciò che mi inorgoglisce ancor di più, in qualità di napoletano e fautore del suddetto Premio, insieme a tutta la mia famiglia, è la particolarità che la vincitrice non sia italiana, bensì di nazionalità albanese.

 Questo ci ricorda, ancora una volta, l’importanza della lingua napoletana e quanto essa nel mondo sia conosciuta e studiata.

 Anche nelle altre edizioni, ci sono stati cantanti coreani e giapponesi. Questo vuol dire che la nostra cultura supera, grazie alla musica, i confini della città e d’Italia. La vittoria di una cantante straniera ci dice, ancora una volta, quant’è grande la nostra Napoli».
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