Connect with us

mondo

Libano, scoppia incendio in serbatoio petrolio: zona evacuata, rischio esplosione. Esaurite le scorte dei carburanti

Pubblicato

il

Libaano

LIBANO. Un incendio e’ scoppiato in un serbatoio della raffineria di Zahrani, nel sud del Libano. Lo rende noto il quotidiano libanese “L’Orient le Jour”, secondo il quale l’esercito ha chiesto di evacuare la zona. Sul posto sono intervenute squadre della protezione civile nel tentativo di spegnere l’incendio.

Libano – Le cause di questo incendio non sono ancora note

Secondo il centro di controllo del traffico stradale (Tmc), il traffico interrotto sull’autostrada Zahrani e deviato sulla strada costiera. Gli impianti petroliferi di Zahrani fanno parte dell’infrastruttura che ospita le riserve di carburante importato prima della loro distribuzione.

Libano – L’erogazione della corrente elettrica e’ stata completamente interrotta

A causa della chiusura di due centrali elettriche a seguito dell’esaurimento delle loro scorte di carburante. Lo ha annunciato Electricite’ du Liban (EDL), mentre il paese soffre di gravi carenze, che hanno causato molti blackout simili negli ultimi mesi.

La societa’ ha annunciato in un comunicato stampa che la rete elettrica e’ completamente chiusa, il che significa che il Paese sara’ al buio dopo la chiusura degli impianti di Zahrani (Sud) e Deir Aamar (Nord), essendosi esaurite le loro scorte di olio combustibile. L’attuale capacita’ produttiva totale e’ cosi’ scesa al di sotto dei 270 MW, precisa EDL.

“Per il momento e’ impossibile ripristinare la corrente”, ha ammesso l’azienda. Secondo il canale LBCI, l’ufficio sta cercando di ripristinare l’energia “manualmente”. In assenza di un centro di comando nazionale, dal momento che la sede principale della compagnia, situata in rue d’Arme’nie a Beirut, interamente danneggiata dall’esplosione omicida del 4 agosto del 2020.

Secondo un funzionario libanese

La rete di produzione di energia libanese “e’ improbabile che possa essere rimessa in funzione prima di lunedi’ prossimo”. EDL afferma in questo contesto che un carico di olio combustibile di categoria A dovrebbe arrivare ma non sara’ scaricato negli impianti di Zouk (Kesrouan) e Jiye’ (a sud di Beirut) fino all’inizio della prossima settimana.Nella serata di sabato, EDL ha affermato di aver ricevuto 6.000 chilolitri di diesel dall’esercito libanese per rifornire per tre giorni le centrali elettriche di Deir Aamar e Zahrani.

Tali quantitativi dovranno garantire una produzione aggiuntiva di 300 MW, per un totale di 500 MW. Esattamente una settimana fa segnalato un blackout, con la rete elettrica che rischiava di crollare in qualsiasi momento a causa di carenze e guasti infrastrutturali.

Tale guasto si e’ verificato due giorni dopo l’arresto della produzione di energia elettrica fornita da due centrali galleggianti affittate a Karpowership, la controllata dell’operatore turco Karadeniz Holding, una produzione che ha fornito quasi un quarto della capacita’ totale che potrebbe essere mobilitata da EDL (circa 1.800 MW secondo l’ente pubblico).

Ma le loro unita’ di produzione erano state utilizzate a malapena per due settimane a causa di problemi con la fornitura di carburante di EDL.

Gia’ il 23 settembre EDL

Aveva messo in guardia contro un rischio di black out totale dall’inizio di ottobre. Dalla fine della guerra civile libanese nel 1990, la rete elettrica pubblica, in gran parte carente e le cui infrastrutture versano in condizioni pietose, e’ costata al Ministero del Tesoro miliardi di dollari ogni anno, aggravando ulteriormente il debito pubblico. Il Paese, che ha continuato la sua discesa verso una crisi sempre piu’ grave dall’estate del 2019, non ha piu’ liquidita’ sufficiente per ottenere il combustibile necessario al funzionamento delle sue centrali elettriche e dei generatori privati, non puo’ piu’ procurarsi olio combustibile a causa della scarsita’ di carburante.

A peggiorare le cose, e per mancanza di liquidita’ sufficiente, la Banque du Liban (BDL) ha quasi completamente revocato i sussidi in vigore da due anni su combustibili e altri prodotti e materiali di base. Cio’ ha fatto salire alle stelle i prezzi di questi combustibili.

In questo contesto, il LIBANO ha avviato, ad agosto, contatti con Egitto, Giordania e Siria per aumentare la propria produzione di energia elettrica, a seguito dell’annuncio di tale progetto da parte degli Stati Uniti, nonostante le sanzioni imposte al regime siriano dalla legge Caesar.

Nel frattempo, le autorita’ continuano a concentrarsi su soluzioni a breve termine, come l’importazione di carburante iracheno.
Attiva le notifiche su 41esimoparallelo.it
Metti like alla pagina 41esimoparallelo e iscriviti al gruppo 41esimoparallelo
Seguici sul nostro canale Youtube 41esimoparallelo

Clicca per Commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Advertisement

seguici su Facebook

Attualità

Camorra

Ambiente

Cronaca

Cultura

Advertisement

© 41esimoparallelo.it All Right Reserved. Cassio Group S.r.l. C.F. e P.IVA 09700041214 41esimoparallelo.it - Testata regolarmente registrata presso il Tribunale di Napoli con n. 1347/21 del 05/03/2021. Sede legale: Via Santa Maria del Pianto Torre 1, 80143 Napoli (NA)