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Pensioni, scoppia la bomba: niente più anticipi, stop alle uscite. Il report riservato dell’Fmi

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PENSIONI. Pensioni sotto attacco a livello internazionale. Il Covid ha messo a dura prova i conti pubblici delle economie europee, è quindi necessario assicurare sistemi pensionistici sostenibili e «incoraggiare» la permanenza al lavoro.

Il messaggio contenuto in un paper del Fondo monetario internazionale sulle riforme pensionisti in Europa suona in linea con l’intenzione del governo di riporre in soffitta lo schema di anticipo pensionistico Quota 100 introdotto dalla Lega negli anni di governo con il M5S.

«Le misure per incoraggiare il pensionamento tardivo e gli strumenti per integrare i regimi pubblici – si legge nell’analisi del Fmi – possono sostenere l’adeguatezza delle pensioni» in linea con le esigenze del debito.

La crisi del Covid

Prosegue lo studio redatto dal dipartimento Affari europei del Fondo – potrebbe richiedere maggiori sforzi alle future riforme pensionistiche.

E questo perché la crisi ha contribuito a un’ondata di aumento del debito pubblico, seppur ammortizzato da tassi di interesse più bassi ma i costi della crisi sono pesati in gran parte sulle spalle delle generazioni più giovani, anche in termini di cicatrici e perdite di capitale umano». I governi, si ammonisce «dovranno quindi rafforzare la resilienza delle economie e dei sistemi di sicurezza sociale in particolare contro shock futuri, rafforzando la necessità di garantire equità, equità, e sistemi pensionistici sostenibili nel mondo post-Covid-19».

In generale in Europa servono dunque «ulteriori sforzi per assicurare la sostenibilità di lungo termine dei sistemi pensionistici».

Le riforme

Attuate negli ultimi decenni hanno innalzato l’età pensionabile ma ad ogni modo in molti paesi si prevede che «la spesa pensionistica e il deficit aumenteranno e rimanere a livelli elevati per i decenni a venire, alimentati dall’invecchiamento della popolazione».

Inoltre la maggior parte dei sistemi pensionistici dipendono da rilevanti trasferimenti statali il che erode risorse necessarie per gli interventi per un’economica più sostenibile a livello ambientale e più inclusiva.

Gli economisti del Fondo

Puntano poi l’indice contro i divari intergenerazionali. «Rispetto agli attuali pensionati, le generazioni future accederanno alle pensioni pubbliche più avanti nella vita e riceveranno benefici inferiori», alimentando differenze che possono mettere sotto pressione sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze.

Affrontare «i rischi futuri richiede riforme per garantire la sostenibilità e l’equità tra le generazioni» affrontando gli squilibri con una ripartizione più equa degli oneri tra generazioni. «Riforme che fanno appello a principi condivisi di equità insieme ad una maggiore alfabetizzazione finanziaria possono essere socialmente e politicamente più appetibili», concludono gli economisti del Fmi. (IlTempo)
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