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Reddito di cittadinanza, quanti soldi nella ricarica di ottobre. I nuovi importi e i documenti necessari: Did, Cns e Cie

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REDDITO DI CITTADINANZA. La ricarica del mese di ottobre avverrà in tre momenti diversi. Il primo riguarda il pagamento della somma del reddito di cittadinanza che spetta al nucleo famigliare così come previsto dall’esito della domanda. Il reddito di cittadinanza è pagato in base alle risultanze reddituali e patrimoniali e va ad integrare il reddito affinchè il tetto dell’ISEE non superi 9.360 euro, cui si aggiunge la quota dell’affitto.

Il calcolo della ricarica del reddito di cittadinanza

Si compone di due quote. Una reddituale e parte da un’integrazione al reddito per arrivare a 6.000 euro annui per il single. Applicando i coefficienti famigliari si determina l’importo per le famiglie. I coefficienti sono 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di anni 18 e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1, elevato a 2,2 in presenza di componenti in condizione di disabilità grave o non autosufficienza.

L’altra componente invece è legata all’affitto e non può superare 3.360 euro all’anno.

Complessivamente le due componenti sommate non possono andare oltre i 780 euro al mese moltiplicati per i coefficienti di scala e dedotto il reddito famigliare.

Nel calcolo di ottobre

Entra anche l’assegno temporaneo ai figli che parte da 167 euro fino a due figli per ISEE fino a 7.000 euro, per decrescere al crescere dell’SEE. Per nuclei con tre o più figli, l’assegno unico è di 217 euro a figlio. Per ISEE da 39.900 euro fino a 50.000 euro l’importo dell’assegno temporaneo si assesta a 40 euro al mese per figlio.

Per i percettori del reddito di cittadinanza, in caso di un Isee non superiore a 7.000 euro si dovranno attendere gli importi sopra richiamati.

Reddito di cittadinanza: rivisti gli importi

Nono solo cambio dei meccanismi di politica attiva con un forte investimento sui centri per l’impieego per dare soluzoine alla ricerca di lavoro. Ma anche aggiustamenti sugli algoritimi di calcolo del reddito di cittadinanza per rendere più equi gli imporit stessi. L’obittivo è un riequilibrare la misura intervenendo su importo e requisiti.

Un primo correttivo è sull’importo che al momento sembra favorire i nuclei famigliari single. In proporzione una famiglia numerosa prenderebbe, pro-capite, meno di quanto percepirebbe un single. Su questo aspetto però è intervenuto l’assegno temporaneo, e dal 2022 interverrà l’assegno unico che va a riproporzionare gli importi.

Un secondo correttivo allo studio è la scala di equivalenze che potrebbe essere rivista innalzando la scala per i minori portandola a un valore maggiore di 0,2.

Infine l’altro parametro da ritoccare è l’importo differenziato in base al costo della vita. Il correttivo su cui si sta lavorando è la quota dell’affitto, che potrebbe essere più alta per nuclei con residenza al Nord.

Reddito di cittadinanza: Did e documenti necessari

Con l’avanzamento della richiesta del Rdc, si allega una dichiarazione personale di immediata disponibilità lavorativa (DID).

Il soggetto che intende percepire il Reddito di cittadinanza, deve necessariamente procedere con l’invio della dichiarazione immediata di disponibilità al lavoro, per accedere di diritto ai servizio di reinserimento nel mondo lavorativo.
La dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, può effettuarsi online oppure tramite sussidio di un centro dell’impiego o un patronato.

I lavoratori che perdono il lavoro ed entrano in disoccupazione possono inviare la dichiarazione così come chi ha ricevuto un preavviso di licenziamento.

Ma come compilare e consegnare la DID?

Attraverso la piattaforma online ufficiale dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), è possibile in autonomia inoltrare la dichiarazione, accedendo all’area riservata “MyANPAL” con Spid personale, Cns o Cie.

Cosa sono Cns e Cie?

La Cie è la carta di identità elettronica con la quale il cittadino si identifica, mentre la CNS è la Carta Nazionale dei servizi, un certificato digitale che sostituisce la carta d’identità e che permette di identificare l’utente in rete con la possibilità di consultare telematicamente i propri dati personali come referti medici ecc..

In alternativa, la DID va compilata presso un centro per l’impiego oppure tramite enti di patronato.

Chi non intende cercare un nuovo impiego ma risulta essere in fase di “non occupazione” non deve presentare la DID.

Per lavoratori “non occupati” vanno intesi tutti i soggetti che non svolgono attività lavorativa o che non cumulano un reddito annuo superiore ai 8.000,00 euro o 4.800,00 se si tratta di un lavoro autonomo.
Un altro documento necessario all’inoltro della domanda di Reddito di cittadinanza è il Patto per il lavoro e per l’inclusione sociale.

E’ quindi, uno dei requisiti da rispettare da parte di chi vuole beneficiare del Rdc, l’adesione obbligatoria al PON, Patto per l’inclusione sociale.
Il PON interviene laddove i nuclei familiari hanno una difficoltà al reinserimento nella società.

Il Patto per l’inclusione sociale si appoggia e fa riferimento ad una rete di servizi sociali lanciati dal territorio regionale o nazionale.

Nel reinserimento sociale dei soggetti più fragili si includono atti di ricerca di lavoro in maniera attiva, frequenza scolastica e disponibilità per un massimo di 8 ore da dedicare a progetti utili alla collettività, come attività dallo stampo culturale, artistico, formativo o ambientale.

Il Reddito di cittadinanza prevede l’adesione al percorso di inclusione sociale e introduzione al lavoro, con la sottoscrizione dei documenti di Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e il Patto per l’inclusione sociale.

I soggetti esonerati da questi obblighi sono:

  • i minorenni;
  • i pensionati;
  • chi percepisce una pensione di cittadinanza;
  • chi ha un età anagrafica superiore ai 65 anni;
  • chi risulta essere un soggetto con disabilità o handicap (tranne se su base volontaria);
  • chi frequenta già un corso di studi;
  • i soggetti tirocinanti o già occupati;
  • chi si occupa di soggetti fragili, come disabili gravi o minori di tre anni;
  • i lavoratori in disoccupazione.

L’Inps non si occupa della raccolta di informazioni o di comunicazioni in tal senso, ma la competenza è dei Centri per l’impiego e dei Comuni di residenza dei soggetti richiedenti.

I requisiti generali richiesti

Devono rispettare le condizioni per cui chi inoltra domanda deve essere cittadino europeo ed aver raggiunto la maggiore età e avere una residenza stabile in territorio italiano da un minimo di dieci anni con due anni di residenza continuativa.
E’ necessaria la presentazione del proprio Isee familiare annuale ed allo stesso modo la propria situazione immobiliare e mobiliare, al momento della domanda e durante tutto il periodo di beneficio.

La situazione economica familiare di chi avanza la richiesta del Reddito di cittadinanza deve rispettare i seguenti requisti:

  • L’isee deve non superare i 9.360,00 euro all’anno;
  • Il patrimonio immobiliare totalitario non deve superare i 30.000 euro (esclusa la propria unità abitativa);
  • Il patrimonio mobiliare deve rispettare alcuni limiti previsti per legge, a seconda del numero di componenti o della presenza di soggetti minori o disabili nel proprio nucleo familiare.(Trendonline)
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