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Reddito di cittadinanza, Salvini chiede lo stop dopo il rifiuto di una proposta di lavoro

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MILANO. Il leader della Lega Matteo Salvini prende d’assalto il Reddito di Cittadinanza. “Stiamo portando sulla scrivania di Mario Draghi una serie di proposte, sicuramente i 9 miliardi di euro non sono volano per far ripartire economia, ma sono contento del rapporto diretto con il premier”.

Salvini: “Troppi furbetti, servono controlli”

Così Matteo Salvini nel corso di una conferenza stampa all’indomani del faccia a faccia col presidente del Consiglio. E ancora, il leader della Lega ha aggiunto: “Ho chiesto a Mario Draghi maggiori controlli sul reddito di cittadinanza, ci sono troppi furbetti. E anche la decurtazione di soldi a chi rinuncia offerte di lavoro”, ha concluso il leader della Lega. Il reddito grillino, ora, è sotto il tiro un po’ di tutte le forze politiche.

I partiti continuano a presentare le loro richieste di intervento sul tavolo del governo che ha il cantiere della Manovra per il 2022 in chiusura nei prossimi giorni. Le pensioni sono il capitolo più divisivo, al centro dell’incontro previsto nel tardo pomeriggio tra Draghi e i sindacati che in caso di assenza di risposte strtutturali minacciano scioperi. Ma l’arrembaggio al testo riguarda anche altri capitoli.

Sul capitolo fiscale

Salvini ha rivendicato un “atteggiamento costruttivo” del suo partito e indicato come linea di lavoro il “fronte della flat tax per autonomi e partite Iva, con una soglia che se fosse alzata a 100mila euro di fatturato sicuramente aiuterebbe tante persone a ripartire”. In conferenza stampa alla Camera, il leader dal Carroccio ha spiegato: “Stiamo provando a convincere gli alleati di governo sul fatto che il 30 novembre non può essere giorno infernale, perche si accumulano scadenze su scadenze” ed “è sbagliato chiedere a fine 2021 il 50% acconto sulle tasse su quello che si potrebbe guadagnare nel 2022”. Insomma, garantisce il segretario della Lega, “stiamo portando sulla scrivania di Draghi proposte costruttive con entrate e uscite e interesse pubblico”.

A fare il punto sul tema fiscale, parlando per il governo, è stata la sottosegretaria al Mef, Maria Cecilia Guerra, a Sportello Italia su RaiRadio1. Guerra ha spiegato che ci sono “posizioni diverse” nell’esecutivo sull’impiego degli 8 miliardi postati per il capitolo fiscale, ovvero il taglio delle tasse. “Le ipotesi sul tappeto riguardano o un intervento sull’Irpef e in particolare la riduzione del cuneo fiscale sul reddito da lavoro dipendente, o un intervento sull’Irap, un’imposta che grava prevalentemente sulle imprese e sui lavoratori autonomi, o una riduzione dei contributi sociali. Siamo ancora in una situazione in cui è difficile dire come andrà a finire”.

Anche il Reddito di cittadinanza è stato al centro del colloquio di Salvini con il premier

“Sicuramente nove miliardi sul Reddito di cittadinanza non sono un volano per far ripartire il Paese. Ho chiesto a Draghi maggiori controlli, veri, a monte, non a valle, quindi prima e non dopo, e anche una decurtazione di questi soldi per chi rinuncia anche a una sola offerta di lavoro. Ci sono troppi furbetti del reddito di cittadinanza”, ha detto Salvini.
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