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G20 Roma, al via il summit dei capi di Stato per parlare di cambiamento climatico ed economia

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Roma

ROMA. In una capitale blindata al via stamani il G20, per la prima volta sotto la presidenza italiana. Clima ed energia i nodi del summit.

Tra i temi anche pandemia e questione afghana

L’elogio di Biden all’Italia. Il capo della Casa Bianca rinsalda l’asse con il nostro Paese negli incontri con Draghi e Mattarella. Lungo incontro con Papa Francesco. Disgelo con Macron dopo la crisi dei sottomarini.

Il riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto sui vaccini, l’apertura sulla Difesa europea, progetto che sta particolarmente a cuore all’Italia, e l’asse su clima e ripresa.

Joe Biden, sbarcato a Roma nella sua prima visita italiana da presidente Usa, incontra il capo dello Stato Sergio Mattarella e subito dopo il premier Mario Draghi a Palazzo Chigi. E affronta i temi più importanti del G20, aprendo di fatto il lungo weekend romano dei grandi della Terra. Al premier, reduce dalla maratona sulla manovra, l’alleato americano esprime il massimo apprezzamento sugli interventi messi in campo finora.

L’incontro con papa Francesco e Draghi

Biden, secondo presidente Usa cattolico dopo Kennedy, ha incontrzto papa Francesco, definito, dopo un’ora e un quarto di colloquio, “il più grande combattente per la pace mai conosciuto”. Il modello Italia per i vaccini è stato sottolineato dal presidente americano nei 45 minuti di colloquio al Quirinale. A Mattarella Biden ha garantito che gli Stati Uniti condividono la necessità di vaccinare i Paesi più fragili senza distinguere tra Paesi alleati e no. Si tratta di uno dei pochi dossier già finiti nella bozza del vertice, sui quali c’è l’accordo tra i 20: vaccinare almeno il 40% della popolazione mondiale entro il 2021 e il 70% entro metà 2022. Biden si è quindi intrattenuto con Draghi per oltre un’ora, in un clima che è stato definito di “grande sintonia”, sciogliendo di fatto le riserve su quel progetto di difesa europea che ha visto Draghi capofila a Bruxelles e convinto sostenitore del fatto che la Nato non ne uscirà indebolita.

Roma blindata per il vertice

Misure che evidentemente il presidente Usa legge anche in chiave di sicurezza nei confronti del pericoloso espandersi di Pechino, spesso facilitato da debolezze e spaccature a Bruxelles. Un’Ue coesa, per Biden, è anche nell’interesse dell’America. Resta intatto il nodo del clima, il più difficile da sciogliere, proprio per le resistenze di Pechino ma non solo. Nella Capitale anche il presidente turco Erdogan e l’omologo brasiliano Bolsonaro. Il presidente cinese Xi Jinping parteciperà in modalità video. Pechino si dice “disposta a lavorare con tutte le parti” per fare sì che il summit sia un successo, se aderisce al “vero multilateralismo”

L’accordo sul clima, grande tema del vertice, appare in bilico per l’irremovibilità della Cina sui tempi per portare a zero le emissioni. Il 2050 è la data ultima per Europa e Stati Uniti, dieci anni più tardi per Pechino, Russia, India e Arabia Saudita.
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