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Salerno, assalto a portavalori davanti alle Poste: guardia giurata ferita alla testa, rapinatori in fuga

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Salerno

SALERNO. Due banditi armati di mitra oggi hanno assaltato un furgone portavalori in via Pietro Capasso a Salerno.

I vigilantes erano giunti dinanzi all’ufficio postale quando sono stati sorpresi dai malviventi. Dopo averne disarmato uno, i criminali lo hanno colpito al capo con il calcio della sua pistola. Poi sono riusciti a prelevare il denaro, dandosi alla fuga a bordo di un Doblo’ di colore grigio. A quanto pare i due rapinatori avrebbero portato via anche l’arma della guardia giurata.

Il vigilantes ferito

L’uomo, ferito al capo, e’ stato portato in ospedale per gli accertamenti. Le sue condizioni, in ogni caso, non destano particolari preoccupazioni. Sono in corso indagini da parte degli agenti della Squadra Mobile per provare a risalire ai responsabili.

All’esame degli investigatori le immagini dei sistemi di video sorveglianza e le testimonianze. Sono stati effettuati anche rilievi tecnici da parte del personale della Scientifica della Questura. Non e’ stato ancora quantificato il bottino della rapina.

San Martino di Lupari, bimba di 9 mesi scossa e uccisa perché piangeva: baby sitter latitante condannato a 16 anni

San Martino DI LUPARI. Aveva solo 9 mesi la piccola Yara. Poco più che neonata, morta, uccisa per la sola colpa di piangere troppo.

Una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità e che ora torna alla ribalta. Ad uccidere la piccola Yara, il suo baby sitter.

Al giovane, un ventisettenne, era stata affidata la piccola Yara, figlia di una sua cugina: avrebbe dovuto occuparsi di lei mentre i genitori erano a lavoro. Ma, scuotendola violentemente, il giovane moldavo finì per uccidere la piccola.

 Il tragico fatto a San Martino di Lupari, nella provincia di Padova

Stando a quanto ricostruito davanti alla corte d’Assise di Padova, il giovane si sarebbe innervosito perché la bambina, che aveva solo 9 mesi, non smetteva di piangere e l’avrebbe scossa provocando quello che in gergo medico viene definito “shaken baby syndrome”, ovvero sindrome del bambino scosso. Sindrome che nella piccola provocò lesioni mortali.

Inizialmente si pensava a un rigurgito e in ospedale a Padova i medici tentarono il tutto per tutto per salvarla. Ma fu inutile: la piccola Yara morì il 30 settembre.

È stato condannato a 18 anni Eughenii Tripadus, di cui due già scontati, ma secondo quanto riportato da Il Gazzettino nell’edizione odierna, il giovane sarebbe fuggito e tornato in patria.

Lo strazio del padre

«Avrei voluto morire io piuttosto che lei. Non è possibile che i genitori vedano morire un figlio, dovrebbe essere il contrario. So che è stato fatto tutto il possibile e ringrazio i sanitari come pure gli psicologi che ci stanno aiutando a superare questo immenso dolore e a spiegare alle sorelline di Yara che lei non c’è più. Io ho detto loro che adesso è un angelo, ma la rivogliono a casa». È il grande dolore di un papà Mohamed Hamouda, origine tunisina, cittadinanza italiana». (IlGazzettino)
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