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Chico forti

Giustizia, Cartabia sbarca in Usa, al via la due giorni di visite: alle 14 incontrerà l’Attorney General, sul tavolo il caso Chico Forti

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Marta Cartabia sbarca negli Usa per una serie di incontri istituzionali a Washington e a New York, ma anche per presentare alla business community americana di entrambe le citta’ la riforma della giustizia italiana, in particolare quella civile.

Si tratta della sua prima visita da ministra della Giustizia negli Stati Uniti

E anche della prima volta che illustra oltreoceano gli sforzi in corso per rendere i nostri tribunali piu’ efficienti e veloci. Una carta che il governo Draghi si gioca per corteggiare gli imprenditori d’oltreoceano e attirare nuovi investimenti, spesso scoraggiati dalle lungaggini giudiziarie.

Con l’impegno preso con l’Europa ad approvare le riforme in parlamento entro fine anno, come condizione per ricevere i 209 miliardi destinati al piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), compresi i 2,3 miliardi per la giustizia.

Le parole della ministra

“La giustizia e’ la spina dorsale del sistema istituzionale e della vita sociale ed economica. Avere questa spina dorsale ben retta e solida e’ indispensabile. Perche’ poi tutte le altre attivita’ della vita di un Paese e i rapporti reciproci con i singoli partner possano funzionare al meglio”. Ha detto Cartabia davanti alla missione diplomatica italiana a Washington (accolta dall’ambasciatrice Mariangela Zappia), evocando “l’idea di una giustizia che esce dalle stanze segrete dei suoi addetti ai lavori e si mette al servizio di una rinascita della vita economica e sociale” del Paese.

La ministra

Parlera’ davanti ad una selezionata platea di rappresentanti di societa’ di investimento e dell’economia reale; avvocati d’affari e consulenti; spiegando che l’obiettivo finale tra cinque anni e’ quello di ridurre del 40% la durata del processo civile e del 25% quella del processo penale.

“Posso assicurarvi che siamo osservati speciali, c’e’ molta aspettativa ma anche molta trepidazione per questa riforme in ambienti internazionali”, aveva confidato in settembre al Forum Ambrosetti di Cernobbio.

Aspettative e trepidazione che ora si intrecciano a quelle per il futuro dello stesso Draghi e del suo governo, sullo sfondo di una corsa per il Quirinale dove anche il nome della Cartabia continua a restare una delle possibili opzioni, soprattutto tra chi chiede un presidente per la prima volta donna.

La ministra, che ha gia’ rotto il soffitto di cristallo alla Corte costituzionale dopo 45 presidenti uomini, vanta anche ottime credenziali americane, essendo stata research fellow e ospite di alcune universita’ statunitensi, da Yale alla New York University, dove tornera’ mercoledi’ con i professori Joseph Halevi Weiler e Grainne de Burca per un evento in formato ‘Fireside Chat’ (conversazioni del caminetto).

Nello stesso giorno visitera’ la scuola Guglielmo Marconi

Che a Manhattan offre corsi bilingue dall’asilo nido alle superiori, e illustrera’ la riforma della giustizia, dopo un prologo a Washington.

Martedi’ la ministra vede l’attorney generale Merrick Gardland

In agenda anche il caso dell’imprenditore italiano Chico Forti, in attesa di estradizione e il presidente della Corte suprema John Roberts. In programma anche un incontro con i deputati Bill Pascrell (dem) e Mark Amodei (Gop), co-presidenti della delegazione italo-americana al Congresso.
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