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Tim, offerta per 50 centesimi ad azione. Landini: “Governo non segua logica mercato”

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TIM offerta

TIM. Il Kkr presenta a Tim un interesse “non vincolante e indicativa” per un’offerta pubblica di acquisto sul 100% delle azioni “volta al delisting”. Il prezzo da pagare per cassa è di 0,505 euro, come nella legge diffusa al termine del Cda. Kkr annuncia di “svolgere una due diligence confirmatoria di durata stimata in quattro settimane”.

La manifestazione di interesse è vincolata a questo e anche “al gradimento da parte dei soggetti istituzionali rilevanti”, ovvero al parere del Governo che ha sulla società la possibilità di esercitare il Golden Power.

Il comunicato di Tim

Nella nota di Tim, diffusa da TgCom24,possiamo evincere:

“Il Consiglio di Amministrazione di TIM, riunitosi oggi sotto la presidenza di Salvatore Rossi ha preso atto della intenzione di Kohlberg Kravis Roberts & Co. L.P. (“KKR”), allo stato non vincolante e indicativa (“non-binding and indicative”), di effettuare una possibile operazione sulle azioni di TIM attraverso un’offerta pubblica di acquisto sul 100% delle azioni ordinarie e di risparmio della Società, volta al delisting”.

“La Manifestazione d’Interesse, come detto non vincolante e basata su informazioni di pubblico dominio – prosegue la nota – sarebbe soggetta alla condizione del raggiungimento della soglia di adesione minima del 51% del capitale sociale di entrambe le categorie azionarie”.

“La Manifestazione d’Interesse è stata qualificata da Kkr ‘amichevole’ e aspira ad ottenere il gradimento degli amministratori della Società e il supporto del management. Essa è condizionata allo svolgimento di una due diligence confirmatoria di durata stimata in quattro settimane, nonché al gradimento da parte dei soggetti istituzionali rilevanti. Il prezzo indicato da KKR nella Manifestazione d’Interesse, da pagare interamente per cassa – da considerarsi allo stato, oltre che non vincolante, anche meramente indicativo – sarebbe pari a Euro 0.505 per azione ordinaria o risparmio”.

Il Governo prende atto

Il Ministero dell’economia e delle finanze in una nota aggiunge: “Il Governo prende atto dell’interesse per Tim manifestato da investitori istituzionali qualificati. L’interesse di questi investitori a fare investimenti in importanti aziende italiane è una notizia positiva per il Paese. Se questo dovesse concretizzarsi, sarà in primo luogo il mercato a valutare la solidità del progetto”.

“Il Governo seguirà con attenzione gli sviluppi della manifestazione di interesse e valuterà attentamente, anche riguardo all’esercizio delle proprie prerogative, i progetti che interessino l’infrastruttura” afferma il Mef. “L’obiettivo del Governo è assicurare che questi progetti siano compatibili con il completamento della banda ultralarga, secondo quanto prefigurato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con gli investimenti necessari nello sviluppo dell’infrastruttura, e con la salvaguardia e la crescita dell’occupazione”.

“Si è ritenuto che a seguire diversi aspetti della vicenda sia un Gruppo di lavoro composto dagli esponenti di Governo titolari delle competenze istituzionali coinvolte, oltre che dalle Amministrazioni ed esperti. Tim è il maggiore operatore di telefonia del Paese”.

Infine, un portavoce della compagnia: “Vivendi ribadisce la disponibilità a collaborare con autorità e istituzioni pubbliche italiane per il successo a lungo termine di Tim. Vivendi ribadisce la propria disponibilità e volontà a collaborare con le autorità e le istituzioni pubbliche italiane per il successo a lungo termine di Tim”.

Landini: “Il governo non subisca logiche di mercato”.

Riello risponde: “Landini, servono leggi contro fuga multinazionali”.
Non vede di buon occhio l’operazione Landini secondo cui “in un settore strategico come quello delle telecomunicazioni lo Stato deve agire e non può subire la logica del mercato”, come ha detto in un’intervista a Repubblica. Landini sostiene “un piano finalizzato alla costruzione della rete unica senza escludere il golden power, se il progetto Kkr dovesse contrastare l’interesse industriale del Paese”.

Il segretario ha ricordato come “le organizzazioni sindacali chiedono la costituzione di una Rete unica. Inoltre, un campione nazionale unico e competitivo capace di difendere e qualificare l’occupazione”. La proposta: costruire “un’Agenzia nazionale per sviluppo industriale e convogliare fondi per investimenti nei settori. Devono essere compresi quelli previsti nella legge di Bilancio, in un unico Fondo speciale per transizione industriale”.

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