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Pesaro, famiglia con bambina di quattro mesi positivi al Covid e chiusi in casa: “Nessuno ci visita”

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PESARO. “Ho una nipotina di quattro mesi con il Covid. È a casa con la mamma, cioè mia figlia, e il padre. Tutti positivi. Da due settimane sono a casa e nessuno li ha ancora visitati. Possibile che questa pandemia dopo due anni non abbia ancora insegnato niente?”.

La denuncia della nonna Marina Tosti alla sua famiglia, che tenta di dar corso alle istituzioni per salvare anche i singoli cittadini e far sì che le autorità sanitarie si muovano.

“L’unica fortuna che abbiamo è che io sono infermiera e mio marito è pediatra. Abbiamo dato dei consigli telefonici a nostra figlia e al suo compagno. Altrimenti sarebbero stati completamente soli”.

La donna racconta com’è iniziato il lungo viaggio del virus nella casa. Quindi, Marina ricorda così: “È stata ed è ancora un’odissea. Due settimane fa il compagno di mia figlia ha fatto per precauzione un tampone rapido, perché aveva raffreddore e mal di gola. È emerso che era positivo. Poi anche mia figlia ha cominciato ad avere i sintomi influenzali. Così ha chiamato subito il medico di base”. Il compagno era vaccinato ma aveva comunque contratto il virus, in forma più lieve. La mamma, siccome aveva partorito da poco, voleva aspettare poiché insicura.

Marina continua la sua storia: “Io avevo cercato di convincerla, ma lei non era tranquilla. Fatto sta che, alla comparsa dei sintomi, il medico di base ha contattato le Usca (i medici a domicilio, ndr) per programmare una visita a casa. Ma i medici erano saturi, così non è stato possibile”.

La famiglia da Pesaro quindi si muove verso Fano, al centro tamponi del Codma per fare il molecolare. “Sono stati in fila tre ore, con la bambina che aveva 38 di febbre. E la diagnosi ha confermato che erano tutti e tre positivi”. Per quanto riguarda la piccola: “Aveva raffreddore, tosse, difficoltà respiratorie. Una sera sembrava fosse peggiorata, così abbiamo chiamato la guardia medica. Dal momento che si trattava di una bambina così piccola, ci hanno suggerito di contattare la Pediatria di Fano. Ma la Pediatria di Fano è ’pulita’, non è un reparto Covid, così ci hanno detto che non era possibile portarla lì. Allora abbiamo chiamato il 118”.

Così arriva a casa un medico ed un infermiere. Ma, come riportato da Il Resto del Carlino, “Hanno solo misurato la saturazione della bambina, non è stata una vera e propria visita. Mia figlia e i sanitari si sono lasciati con la prospettiva, qualora le condizioni non fossero migliorate, di un eventuale trasferimento all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona”.

“Da allora i medici Usca chiamano tutti i giorni, la piccola sembra recuperare malgrado nessuno abbia ancora visto quella bambina. È una situazione che non va bene e soprattutto non riguarda solo la nostra famiglia. So di altri casi di mamme con il Covid che vivono la stessa situazione. Se un servizio c’è deve funzionare, altrimenti a cosa serve?”

Alla fine della storia, il Distretto di Pesaro ha chiesto alla Regione di aumentare i medici in campo. Attualmente ci sono solamente poco più di due infermieri per un territorio di 6 comuni per circa 140mila abitanti. I casi Covid qui sono circa 500 in una settimana.

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