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Davay, Neapol’! Dieci volte con le russe, l’ultima vittoria risale al 2014 con Benitez

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NAPOLI. Leggenda vuole, ma non tanto leggenda, che i napoletani siano ovunque, e sicuramente c’è una colonia anche a Mosca; e, oggi, non dovremmo aspettare chissà quanto per scoprire in pieno novembre ed in (ancora) pandemia covid, quanti partenopei sono al seguito della squadra. Per il Napoli, è la seconda volta che affronta lo Spartak Mosca: l’ultima volta, risale al 1990. La prima volta in Russia, invece, è del settembre 1974.

Anni ’70

Napoli-Torpedo Mosca

A settembre del 1974, il primo turno di Coppa Uefa vede il Napoli in trasferta in Russia per giocare contro la Torpedo Mosca: fra le più blasonate del calcio russo, attualmente milita nella serie B nazionale, ed ha vissuto il periodo di maggior splendore proprio a cavallo tra gli anni ’50 e ’60. Una volta crollato il regime rosso dell’URRS, la squadra è calata sempre di più, fino alle recenti prestazioni nella C e B dei campionati russi. Nel 1974, il Napoli era allenato da Vinicio, ed in squadra aveva già Bruscolotti, poi Braglia, Burgnich e Savoldi: all’andata, in trasferta a Mosca, gli azzurri soccombono 4-1, mentre al San Paolo non riuscì l’impresa di ribaltare il risultato, e la partita finì 1-1. C’erano più di 60mila spettatori all’impianto di Fuorigrotta, e furono registrati anche dei grossi disordini: a causa di alcuni tifosi che tentarono di entrare senza biglietto, un funzionario del Napoli ed un tifoso furono portati all’ospedale, e fu anche danneggiato un cancello; si registrarono, inoltre, disagi anche al termine della partita, con l’intero quartiere di Fuorigrotta intasato di traffico anche ore dopo.

Napoli-Dinamo Tblisi

Non andò qualche anno dopo, nel 1978, quando il Napoli affrontò la Dinamo Tblisi. La squadra, che attualmente milita nel massimo campionato della Georgia, era stata fondata da un gerarca russo, Lavrentij Berija, che giocò qualche partita da centrocampista. Nell’attuale Georgia, la squadra azzurra all’epoca guidata da Gianni Di Marzio, perse 2-0, mentre pareggiò al San Paolo per 1-1 grazie al calcio di rigore trasformato da Savoldi. Invece, quattro anni dopo, ancora con la Dinamo Tblisi, riuscì il passaggio del turno. All’andata, un gol di Ramon Diaz addolcì l’amarezza della sconfitta per 2-1; al San Paolo, bastò il gol di Paolo Dal Fiume all’ora di gioco, per passare al turno successivo della Coppa Uefa. Da registrare, come si legge dall’articolo del Corriere della Sera , proteste da parte dei russi su un calcio di punizione finito in rete ma poi annullato: la Dinamo aveva chiesto la rettifica della barriera, per poi battere a gioco fermo, quando, si sa, si attende sempre il fischio dell’arbitro.

Anni ’90

Napoli-Spartak Mosca

Risultato ad occhiali sia a Napoli, sia in Russia. La sconfitta fu cocente, nonostante la neve, perché il Napoli di Bigon fu sconfitto alla lotteria dei rigori. In questa sequenza, segnano Ferrara e Mauro, poi sbaglia Baroni, poi realizza Maradona, ma i russi, davanti ad oltre 90.000 spettatori, non sbagliano mai, rendendo superfluo il quinto tiro per gli azzurri. La partita, più che per l’aspetto sportivo, fu al centro della cronaca per il mancato arrivo a Mosca di Maradona insieme alla squadra. Il giocatore argentino, condizionato nel fisico e nella psiche dal massiccio uso di cocaina, non fu in grado di unirsi alla squadra al momento della partenza per Mosca, dove giunse, insieme al suo clan, con un aero-taxi da Napoli solo dopo la mezzanotte. Ottenne dalle autorità moscoviti un permesso speciale per visitare la piazza Rossa, chiusa al pubblico per i preparativi delle celebrazioni della Rivoluzione d’Ottobre, facendo ritorno in albergo dopo alcune ore. Il giorno dopo la società aveva deciso di punirlo con l’esclusione dalla gara (che si giocava alle 17), ma gli acciacchi e le condizioni precarie della squadra azzurra costrinsero Bigon a limitare la punizione ad una partenza dalla panchina. Maradona entrò poi in campo, sotto una fitta nevicata, al 18′ della ripresa.

Anni 2010

Napoli-Dinamo Mosca

L’esperienza europea riprese ben dopo il fallimento, dopo l’ultima volta in Coppa contro l’Eintracht Francoforte alla metà degli anni ’90. Nel mezzo, la serie B, poi la doppia promozione, la Champions con Mazzarri e, oggi, Benitez e gli spagnoli. Quella squadra giocò gli ottavi di finale di Europa League contro la Dinamo Mosca: all’andata, a marzo del 2014, il Napoli riuscì a strappare un ottimo pareggio a reti bianche in vista del ritorno: due settimane dopo, una tripletta di Higuain, permise alla squadra di superare il turno. Quella squadra, arrivò fino alla semifinale di coppa, quando uscì con il Dnipro a causa del 3-1 fuori casa, dopo il pareggio 1-1 al San Paolo.

Spartak-Napoli: oggi pomeriggio alle 16.30

Il Napoli di Spalletti si presenta a Mosca con molti assenti. La buona notizia della ritrovata negatività di Demme, può servire in vista della partita con la Lazio. Il Napoli può scendere in campo con il 4-3-3, con Lobotka favorito a scendere in campo già da titolare. Ballottaggio in attacco fra Petagna e Mertens, con il primo leggermente favorito. Ai fianchi, obbligatoria la titolarità di Lozano, probabile l’inserimento di Elmas a sinistra. Sicuramente Zielinski sarà titolare, ed è da valutare la sua posizione se dietro la punta, oppure come mezzala al fianco di Fabian. In difesa, probabile riposo per Rrahmani, e per uno fra Di Lorenzo e Mario Rui. Questa, è la quinta partita del girone di qualificazione alle fasi finali dell’Europa League: se la squadra del Napoli riuscisse a strappare un risultato positivo, la prossima in casa contro il Leicester potrebbe valere soltanto ai fini statistici. Va’ detto, infine, che c’è da vendicare, sportivamente, l’amara sconfitta rimediata all’andata, quando il Napoli perse 2-3.
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