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M5s, Conte risponde all’invio della candidatura: “Dimostrerò la nostra forza politica”

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M5S. Il leader del Movimento 5 StelleGiuseppe Conte, declina l’invio per la candidatura alle suppletive a Roma. Durante una conferenza stampa il leader spiega: “Ringrazio il Pd e Letta per la disponibilità e la lealtà nella proposta, ma dopo un nuovo supplemento di riflessione ho capito che in questa fase ho ancora molto da fare per il M5s e non mi è possibile dedicarmi ad altro”.

Conte poi continua sulle dichiarazioni del leader di Azione, Carlo Calenda.  Risponde di non aver “visto le ultime dichiarazioni di Calenda e altri, ma se vogliono farsi pubblicità sulle mie spalle, trovino un altro appiglio, grazie”.

La candidatura di Conte, secondo molti, era fondamentale per il M5s in vista del voto per il Quirinale. “Vi dimostrerò che il M5s sarà la forza politica più compatta in questa delicata fase per la vita democratica del Paese” ha risposto parlando sulla scelta del futuro Capo dello Stato.

Stato di emergenza

Entro il 20 Dicembre il premier Mario Draghi prenderà decisioni in merito allo stato di emergenza. Infatti, il 31 Dicembre scadrà lo stato di i emergenza e l’esecutivo è di fronte a un bivio: o si proroga ancora una volta oppure si sceglie la via della legislazione ordinaria. In questo caso verranno fatte norme ad hoc e misure legate allo stato attuale.

La soluzione migliore, secondo la maggioranza, è evitare la proroga. Lo stesso premier l’aveva definita una «strada di buonsenso». In caso di fumata nera, la proroga sarà inevitabile. La scelta non è semplice; lo stato di emergenza si porta dietro tutta una serie di norme che dal 2020 regolano la vita degli italiani. Tra tali regole troviamo: obbligo di mascherina, distanziamento sociale, smart working, nomina di vari ruoli per l’emergenza ed obbligo di Super Green Pass. Nel caso in cui lo stato di emergenza dovesse cadere, tutta la serie di norme collegate allo stato attuale saranno decadute.
Una soluzione potrebbe essere assegnare alla Protezione civile i compiti che oggi sono del commissario Figliuolo. Altrimenti, sarà Palazzo Chigi a creare una struttura di missione ad hoc. Ma sono tutte ipotesi dure: la via più semplice è prorogare lo stato di altri 3 mesi.
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