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Dramma a Pianura, giovane papà travolto e ucciso mentre tornava a casa dai suoi bambini: aveva 36 anni. “Lasciato a terra in una pozza di sangue”

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Pianura

PIANURA. Ennesimo dramma in città, nel quartiere Pianura. Un altro papà che non vedrà crescere i suoi figli. Aveva solo 36 anni.

L’incidente

Mustafha Zriba è stato travolto e ucciso da un’auto a Pianura all’altezza della statua di San Giustino. Il 36enne, di padre tunisino e madre napoletana, residente a Soccavo dalla nascita, come riportato da Napolitoday, è stato lasciato a terra da un pirata della strada che non si è fermato a soccorrerlo.

La morte è sopraggiunta durante il ricovero all’ospedale del Mare.

“Tornava a casa a piedi. E’ stato lasciato ferito a terra. Era un ragazzo di 36 anni, un papà. Vi chiedo di pregare ma soprattutto di condividere con chiunque possa aiutarci a ricostruire la vicenda e a risalire a colui che non lo ha soccorso”, scrive la cugina. Mustafa lascia una compagna e due figli piccoli.(Napolitoday)

Tragedia a Napoli, mangia sushi al Vomero e muore poco dopo. Così si è spento Luca: aveva solo 15 anni

NAPOLI. Il dramma del giovane Luca, 15 anni ed una vita tutta da vivere. Nessuno avrebbe ma potuto immaginare che quello sarebbe stato il suo ultimo pranzo fuori con le amiche. Nessuno lo avrebbe mai pensato.

Trovato morto nella sua cameretta

Le urla strazianti della mamma, le ambulanze, i soccorsi, i carabinieri… Nulla, Luca è volato via per sempre. Aveva quindici anni, era uno studente modello iscritto al liceo Pansini, tifosissimo del Napoli (i supporter azzurri gli hanno anche dedicato uno striscione all’esterno del San Paolo), era seguito con amore e dedizione dai genitori (che gestiscono una gioielleria a Soccavo).

Un dramma per la famiglia, ma anche per un’intera comunità che si sente impotente di fronte alla fine di un ragazzino di soli 15 anni e che chiede chiarezza su quanto avvenuto. Come riporta il Mattino, pochi i punti certi di questa storia, che hanno spinto la Procura di Napoli ad aprire un’inchiesta e a svolgere verifiche su quanto avvenuto quel pomeriggio a pranzo.

Spiega la penalista napoletana Marianna Borrelli, che assiste i genitori del ragazzo deceduto: «Luca godeva di ottime condizioni di salute. Era uno sportivo, finanche salutista. Non intendiamo criminalizzare nessuno, ma vogliamo capire cosa è accaduto, cosa abbia stroncato la vita di un ragazzo nel fiore dei suoi anni».

I fatti

Era stato a pranzo con alcune amiche, aveva scelto un ristorante di sushi. Ha iniziato a mangiare una delle specialità della casa, lì in un ristorante del Vomero, quando ha cominciato ad avvertire una forma di malessere.

Nelle ore successive, la sua situazione si è aggravata. Vomito, diarrea, febbre alta. Era il 23 novembre scorso, il giorno dell’ultimo pranzo in un ristorante etnico – cucina orientale, specialità della cosa – poi il dramma. Lo scorso due dicembre, Luca Piscopo è morto.(IlMattino)
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