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Meteo Natale e Santo Stefano, stravolgimento totale: neve, pioggia e freddo intenso. Le zone a rischio

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METEO. Mancano ormai pochi giorni al weekend di Natale e Santo Stefano e i modelli previsionali confermano un repentino cambiamento della circolazione atmosferica in sede mediterranea e sull’Italia.

Dopo un avvio settimana piuttosto freddino, a causa di un impulso di matrice artica, le correnti occidentali inizieranno a dettar legge, fino ad avere il sopravvento, contribuendo a riportare un contesto meteo decisamente più autunnale che invernale.

Tale cambiamento

Sarà provocato da due grandi depressioni in pieno Atlantico, alimentate da fredde correnti provenienti addirittura dal Labrador (Vortice Canadese); con il loro transito sull’Oceano Atlantico e con il successivo avvicinamento al Mediterraneo, subiranno un sensibile riscaldamento, proponendo scenari più miti.

Il gelo e il freddo

Verranno così “scacciati” nel giro di poche ore verso la Russia e la Scandinavia, lasciando l’intero Mediterraneo in balìa un correnti umide (che si tradurranno in giornate uggiose) e temperature di nuovo sopra la medie stagionali.

Svaniranno così i sogni della neve a quote basse sul Nord Italia con la “dama bianca” regalata solamente alle località di alta montagna, soprattutto sulle Alpi, quanto meno dai 1200/1300 metri. Anche in Appennino la quota neve subirà un sensibile innalzamento, con precipitazione diciamo dai 1800/2000 metri.

I primi fenomeni

Giungeranno già tra la serata della Vigilia e la notte di Natale, specialmente al Nord e sui versanti tirrenici, con il Nordovest (torinese e cuneese) che potrebbero rimanere in leggera “ombra” per l’effetto sbarramento dettato dalle Alpi Marittime e Cozie.

Diversamente, le precipitazioni più intense le ritroveremo tra Liguria di levante e Toscana, maggiormente esposte alle correnti tese occidentali, con precipitazioni localmente significative.

Attenzione perché non si esclude la possibile formazione di pioggia congelantesi al suolo o gelicidio nelle vallate più fredde dell’Appennino, tra alessandrino, piacentino e modenese, dove resteranno incastonate bolle di aria fredda lungo le conche vallive più riparate.

Un peggioramento più marcato potrebbe invece giungere successivamente, con piogge più democratiche su gran parte del Centro-Nord, ma anche con tanta neve sulle Alpi centro-orientali, mediamente oltre i 1600/1800 metri.(Tgcom24)
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