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De Luca risponde allo schiaffo del Tar e attacca Draghi: “Bambini in classe con cappotti e porte aperte. Niente mascherine e lui fa demagogia”

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De Luca NON CI STA. «Oggi avremo bambini senza mascherine perché le Ffp2 non sono arrivate e mi dicono che sono costretti a stare in classe con le porte aperte». Lo ha detto il presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca parlando della decisione del governo di riprendere le lezioni in presenza dopo la pausa delle festività natalizie.

«Ho la sensazione però che saremo chiamati tutti quanti a dire da qui al presidente della Repubblica – ha aggiunto – che in Italia va tutto bene, che l’economia gira, che le scuole sono aperte e che viviamo nel migliore dei mondi possibili. Io penso che la lettura debba essere un po’ meno pacificata e un po’ più ragionevole».

De Luca si scaglia ancora contro il premier

«Draghi ieri ha parlato per mezz’ora, con il ministro della pubblica istruzione, della Didattica a distanza generalizzata che però non ha chiesto nessuno». .

“Ha scelto un obiettivo di comodo – rimarca De Luca -: parlare per mezz’ora candidandosi anche lui a iscriversi nel club degli sfondatori di porte aperte, chi gliel’ha chiesta la didattica a distanza? Così come ho trovato sconveniente che non ci sia stata una risposta di merito al problema limitato posto dalla Regione Campania: due settimane di respiro, limitate alle elementari e alle medie, per organizzarsi al meglio”.

“Ovviamente il presidente del Consiglio – aggiunge il governatore campano – è libero anche di mandare al diavolo il giornalista che fa la domanda o di non rispondere. Non credo però che possa delimitare l’ambito delle domande. A me pare che stiamo in un Paese nel quale si è determinata una sorta di narcotizzazione della ragione critica che mi auguro sia ritrovata quanto prima possibile”.

Ce ne è anche per il Tar

“Il Tar ha concesso una sospensiva rispetto alla richiesta del Governo. Ha fissato per febbraio la discussione in collegio. Per allora sara’ cambiato il mondo”. Lo ha detto il presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, rispondendo ai giornalisti che oggi, a margine dei lavori del Consiglio regionale, gli hanno chiesto di commentare la decisione assunta dal Tar Campania che ha accolto il ricorso del Governo che chiedeva di impugnare l’ordinanza dello stesso De Luca con la quale veniva sospesa la didattica in presenza per infanzia, elementari e medie.

“I due punti forti su cui si e’ basta la richiesta di sospensiva del Governo sono questi:

la Campania non e’ in zona rossa e il Governo nei suoi decreti ha messo in campo le misure necessarie per contenere il Covid. Per quanto riguarda la prima osservazione dico che una Regione non e’ obbligata di aspettare di arrivare in zona rossa, alla drammatizzazione del contagio, per prendere misure preventive. Noi abbiamo una linea diversa: le decisioni vanno prese prima che esploda il problema”, ha aggiunto De Luca.

Per quanto riguarda le misure del Governo

“Mi sembrano tutte virtuali e inattuabili, a cominciare dai tracciamenti e dalle garanzie da dare ai presidi e alle famiglie. Allora lo voglio ribadire: siamo tutti per la scuola in presenza ma non tutti condividiamo la necessita’ di parlare un linguaggio di verita’ per partire dalla realta’ e per tutelare la salute dei nostri bambini. Adesso si e’ aperto tutto”.

“Ricordo che come ha detto in maniera limpida e fluente il professore Brusaferro il Covid non e’ una banalita’ – ha aggiunto – pero’ puo’ fare piacere anche la Campania da oggi puo’ dire che va tutto bene, che e’ tutto aperto, che il Covid e’ un raffreddore e se volete posso anche giurarvi di aver visto il presidente Draghi camminare sulle acque del Tevere”.
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