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Scuola, vaccini bimbi 5-11 anni: il nuovo piano del Governo per evitare la DAD

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SCUOLA. Il governo, per blindare la scelta di tenere aperte le scuole ed evitare la Dad, valuta la possibilità che le inoculazioni avvengano anche alle elementari e alle medie. Al vaglio anche l’allungamento delle lezioni fino a giugno, in caso si renda necessario.

Vaccini anche a scuola

Per spingere la campagna vaccinale e rendere possibili le inoculazioni anche all’interno degli istituti. Per ora si tratta solo di un’ipotesi, insieme a quella di valutare l’allungamento delle lezioni fino a giugno, in caso si renda necessario. Ecco cosa sta studiando il governo per blindare la scelta di tenere aperti gli istituti ed evitare la Dad.

Il primo fronte su cui si lavora sono le somministrazioni del siero ai bambini tra i 5 e gli 11 anni, che stentano a decollare e potrebbero essere la chiave con cui arginare il rischio di quarantene per le classi.

Il modello

E’ quello della Puglia, dove in decine di istituti sono state raccolte le adesioni per le inoculazioni, eseguite dai team delle Asl pronti a raggiungere le scuole.

Gli hub vaccinali nelle scuole “non sono impensabili”

Sostiene il ministro per l’Istruzione, Patrizio Bianchi, ma – chiarisce – “occorre distinguere la situazione dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni dove si tratta di completare i cicli vaccinali, e quella dei bimbi più piccoli dove stiamo ragionando di portare il più vicino possibile le strutture per la vaccinazione sulla base dell’esperienza pugliese”.

Anche l’ipotesi di prolungare la didattica non è esclusa

“Finora – dice Bianchi – non è stato perso un giorno di scuola, ma se dovesse essere necessario ne possiamo ragionare con le regioni”. Soluzione al momento non contemplata, visto che è stata fatta “una scelta di unità del Paese che è il principio per cui la scuola deve essere l’ultima a chiudere”.

“Abbiamo fatto una scelta di unità del Paese che è il principio per cui la scuola deve essere l’ultima a chiudere. Abbiamo avuto il massimo dei contagi con la scuola chiusa e avere la scuola chiusa con i ragazzi che hanno altri contatti non sarebbe spiegabile”, ha poi aggiunto il ministro.

Intanto tornano tra i banchi gli studenti in Campania dopo il pronunciamento del Tar che ha accolto la richiesta del Governo di annullare l’ordinanza del presidente della Regione, Vincenzo De Luca. Ma il governatore ribatte: “Noi abbiamo una linea diversa, le decisioni vanno prese prima che esploda il problema” e per quanto riguarda le misure del Governo “mi sembrano tutte virtuali e inattuabili, a cominciare dai tracciamenti e dalle garanzie da dare ai presidi e alle famiglie”.

Restano comunque una serie di territori dove le scuole non sono ancora ripartite in presenza con il nuovo anno.

Come in Molise

Dove la percentuale di Comuni che per la settimana in corso hanno attivato la Dad è molto più elevata rispetto alla media nazionale: sono 27 su 136 i sindaci della regione che hanno optato per la didattica a distanza, dunque quasi il 20% del totale mentre in Italia i Comuni che hanno fatto ordinanze in questa direzione sono il 3%.

A Potenza

Invece, lo screening su oltre 7.500 studenti della città ha rilevato complessivamente 122 positivi, poco più dell’1,6%. (Skytg24)
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