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Colle, nuova riunione Letta, Speranza e Conte. L’ex Premier: “Obiettivo preservare continuità Governo, M5s compatto”

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CORSA AL COLLE. La nuova riunione Letta-Conte-Speranza per concordare il comportamento del centrosinistra allargato per la prima votazione sul prossimo Presidente della Repubblica, a quanto è stato riferito, si tiene questa mattina alla Camera alle ore 11. Nell’incontro di ieri tra le tre forze politiche è stato deciso che le delegazioni congiunte di M5s, Pd e Leu sono convocate in via permanente. All’incontro partecipano anche i capigruppo di Camera e Senato delle tre formazioni politiche.

“Il nostro primo obiettivo non e’ un patto di legislatura, questa formula per noi non esiste, non ci piace. I parlamentari del Movimento non vogliono ‘durare’ fino a fine legislatura. Vogliamo un patto per i cittadini”.

‘Noi non poniamo veti su nessuno, noi vogliamo personalità di alto profilo”. L’obiettivo è preservare la continuità dell’azione del governo. Non possiamo trascurare che ci sono famiglie, imprese, cittadini che ci guardano e non possono pensare che” dopo l’elezione del Capo dello Stato “ci fermiamo per dei mesi per formare un nuovo governo e scegliere un nuovo premier. Abbiamo un premier autorevolissimo, gli abbiamo chiesto di portare a termine dei risultati”. Lo ha detto il leader M5S Giuseppe CONTE, arrivando alla Camera.

Il Punto

Si gioca tutto sulla parola “veto”, nell’assemblea congiunta dei gruppi del Movimento 5 stelle di Camera e Senato che domenica sera mette sul tavolo le diverse opzioni in discussione: Giuseppe Conte rivendica che “ha dato frutto” la “ostinazione” tenuta nei confronti della candidatura ipotetica di Silvio Berlusconi alla presidenza della Repubblica. Poi torna a indicare la “continuità nell’azione di governo” come stella polare per la scelta del candidato. Non Mario Draghi, dunque, ma non contro Mario Draghi.

I suoi critici e avversari interni

Provano a inchiodarlo alla lettura “in negativo” di questa linea e lo martellano con la richiesta di non porre “veti” nemmeno sul presidente del Consiglio. Il braccio di ferro ruota attorno alla praticabilità di un cambio in corsa a palazzo Chigi, in caso di elezione di Draghi: per Conte “va scongiurata la paralisi istituzionale nel Paese. non possiamo fermare l’azione di governo neanche un giorno solo”.

Con il trasloco dell’ex presidente della Bce “ci sarebbe sicuramente uno stop, alcune forze politiche potrebbero voler modificare il peso delle delegazioni al governo, in una cornice di maggioranza ampia e variegata” e “nella nostra comunità tutto questo potrebbe avere un impatto significativo”. Per questo, e qui l’avvertimento è destinato all’esterno, il leader M5S adotta la linea del capogruppo alla Camera Davide Crippa, che ha parlato del rischio di elezioni anticipate: se cambia l’inquilino di palazzo Chigi si va al voto on line degli iscritti, il M5S si potrebbe quindi tecnicamente sfilare dalla maggioranza, “la democrazia diretta – sottolinea Conte – è un pilastro anche del nuovo corso del M5S”.

Altri segnali all’esterno Conte li manda per il centrodestra

Che non deve farsi prendere da “deliri di onnipotenza” e per il centrosinistra, quando sottolinea che Lega-FI e FdI sono “pienamente legittimati” a presentare dei nomi, segnando quindi un distinguo da Pd e LeU, coi quali tuttavia ribadisce l’esistenza di un patto di consultazione permanente sull’evoluzione del negoziato. Fra i “dubbiosi” sulla linea contiana non scende in campo nessun big ma non è un segreto che fra i più convinti sostenitori dell’ipotesi Draghi ci sia il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Fra gli altri Dalila Nesci ribadisce il no a veti contro Draghi, e chiede “un patto di legislatura a prescindere da chi va al Colle”.

Anche Gianfranco Di Sarno ribadisce il no ai veti e rassicura i colleghi:

“Un altro presidente del Consiglio lo troviamo”. Conte replica “nessun veto” ma subito dopo Andrea Caso ribadisce la sua contrarietà ai veti, quasi a dimostrare, commenta un altro dei partecipanti alla riunione, che le parole del leader non siano comprese o che non tutti si fidino di lui. Ottimista, nonostante i dubbi del leader, Gianluca Vacca: “Draghi è il profilo più autorevole tra quelli in campo”, quindi a suo giudizio dopo averlo eletto al Colle basterà “cambiare di poco il Governo” per andare avanti.

Ma le punzecchiature dei critici attirano anche le repliche dei tanti che sostengono la linea di Conte, come Davide Zanichelli, secondo il quale “mettere una casella vuota a Palazzo Chigi sarebbe un problema per gli italiani” o come Gilda Sportiello che evoca una famosa presa di posizione di Di Maio. “Dire no veti è inutile, i veti si mettevano prima ad esempio quando si diceva ‘mai col partito di Bibbiano'”.

Il più duro forse è Sebastiano Cubeddu:

“Vista la premessa di Conte che ha chiaramente detto ‘Niente veti a nessuno’ ho trovato distonici – sibila – gli interventi che ripetevano ‘no veti su Draghi’ che ho sentito. La nostra Repubblica non è presidenziale ma parlamentare. Dobbiamo dire chiaramente ‘Draghi resti a bordo!’. Non c’è veto su Draghi, c’è senso di responsabilità che dovrebbe tenere il premier lontano dal Quirinale, coerentemente con l’emergenza che lo ha portato lì”.

Altri due i nomi sui quali l’assemblea congiunta dei parlamentari stellati si esercita:

Sergio Mattarella (al quale è dedicato anche un applauso dei presenti) e Andrea Riccardi. Sul primo, rispondendo a qualche sollecitazione della platea, Conte ricorda che “per noi è un presidente di assoluto riferimento ma la prospettiva del rinnovo del mandato richiede delle premesse. La sua volontà al momento è chiara, le sue dichiarazioni non lasciano ambiguità, servirebbe un’ampia maggioranza numerica ma è una prospettiva che ci affascina”.

Sul fondatore della Comunità di Sant’Egidio, invece, l’ex premier precisa che non si tratta di una candidatura di bandiera, su di lui “invitiamo altre forze ad un confronto, non è utile – avverte – ‘bruciare’ subito la candidatura di Riccardi. Ragionevolmente domani, avendo anche vagliato nelle prossime ore le posizioni assunte dalle altre forze, riteniamo di dover votare scheda bianca, così che il confronto con le altre forze politiche possa proseguire”.
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