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Pagamenti Pensioni in anticipo anche a febbraio: ecco il calendario. Come ritirarle senza Green Pass

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PENSIONI. Per coloro che ritirano la pensione in contanti negli uffici postali, Poste Italiane e Inps hanno predisposto, anche per febbraio, il calendario per la consegna delle somme scaglionata in ordine alfabetico e anticipata

Il calendario per il ritiro della pensione di febbraio parte dal 25 gennaio (fino al 31). La modalità riguarda però solo chi ritira la somma in contanti, sono esclusi coloro che la ricevono automaticamente sul conto corrente bancario, postale o libretto di risparmio.

Si parte da OGGI:

25 gennaio con i titolari di trattamento previdenziale che hanno cognomi dalla A alla B che potranno recarsi a ritirare la pensione alle Poste

Il 26 gennaio è il turno dei cittadini con cognomi dalla C alla D

Il 27 gennaio coloro che hanno cognomi dalla E alla K possono andare a ritirare la pensione anticipata negli uffici postali

Il 28 gennaio è il turno di coloro che hanno cognomi dalla L alla O

Il 29 gennaio possono ritirare anticipatamente la pensione i cognomi dalla P alla R e, infine, il 31 gennaio tocca a chi ha il cognome dalla S alla Z

LIBRETTO POSTALE O CONTO BANCO POSTA O POSTEPAY EVOLUTION

Coloro che hanno scelto di ricevere la propria pensione su Libretto di Risparmio, Conto BancoPosta o Postepay Evolution prevedibilmente troveranno l’accredito di febbraio a partire da martedì 25 gennaio

I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o Postepay Evolution, possono anche prelevare la somma in contanti negli ATM Postamat, senza dover andare negli sportelli bancari. (SKYTG24)

Pensioni, che tipo di Green pass serve per ritirarle

Il Governo Draghi è intenzionato a non fare sconti a chi non è ancora vaccinato: dopo la stretta sui servizi e le attività per cui sarà richiesto obbligatoriamente il Green pass, dal 1° febbraio 2022 anche per andare alle Poste o in banca per ritirare la pensione sarà necessario essere provvisti di certificazione verde.

In questo caso, come già specificato dall’Esecutivo, basterà il Green pass base (qui tutti i dettagli sul rilascio e la durata). Questo vuol dire che, di fatto, con un tampone negativo l’ingresso e il ritiro della pensione direttamente in sede continuerà ad essere possibile.

Pensioni, come può ritirare l’assegno chi è sprovvisto di Green pass

Salvo i casi di esenzione alla vaccinazione (qui l’elenco completo), chi è sprovvisto di Green pass può comunque delegare il ritiro della pensione a qualcuno che, invece, può esporre alle Poste o in banca la certificazione verde Covid.

Il servizio a disposizione dei contribuenti non è del tutto nuovo. In caso di impossibilità – temporanea o permanente – di riscossione della pensione è da diverso tempo possibile delegare una seconda persona al ritiro della stessa, tramite un modulo su cui deve essere autenticata la firma del delegante.

L’autenticazione di firma prevede l’attestazione da parte di un pubblico ufficiale. Questo vuol dire la firma deve essere apposta in sua presenza, previo accertamento dell’identità della persona che firma. Solitamente ogni Comune ha degli uffici dedicati a questa procedura, dove il delegante deve recarsi personalmente munito di un documento di identità in corso di validità (considerando però le recenti e aggiornate disposizioni Covid riguardanti la Pubblica Amministrazione, per la pensione di febbraio e dei mesi a seguire, è meglio chiedere previo appuntamento).

In alternativa al Segretario Comunale preposto, la firma può essere autenticata da un funzionario Inps, da un notaio, da un cancelliere o da un funzionario incaricato dal Sindaco, oppure ancora dall’Autorità consolare italiana per i residenti all’estero.

Il rilascio è immediato, salvo casi particolari, ed è gratuito

Sono molte le Amministrazioni locali che permettono ai cittadini di scaricare il modulo direttamente dal proprio sito internet. In alternativa, si può utilizzare il modulo di delega della riscossione della pensione messo a disposizione dall’Inps (e scaricabile qui).

Qualsiasi variazione dovesse intervenire nella situazione certificata il delegato o il delegante dono avvisare l’Inps entro 30 giorni dall’avvenuto cambiamento. Le Amministrazioni saranno poi tenute a verificare e controllare la veridicità delle autocertificazioni incluse nella domanda. In caso di dichiarazioni false, infatti, i soggetti coinvolti possono incorrere in condanne penali e decadere dai benefici ottenuti.(QuiFinanza)
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