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Asti, bimbo di 7 anni precipita dal balcone di casa. E’ in prognosi riservata

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MONCALVO (ASTI). Sarebbero stabili le condizioni del bambino precipitato ieri da un balcone del suo appartamento di Moncalvo. Il piccolo, 7 anni, è ricoverato all’ospedale Regina Margherita di Torino ed è in prognosi riservata da ieri, quando è arrivato in codice rosso.

Da una prima ricostruzione dei fatti pare che il bambino dopo una mattinata trascorsa a scuola, sia rincasato assieme alla mamma. Intorno alle 15 sarebbe uscito sul balcone al primo piano dello stabile e poi, per cause ancora in corso di accertamento, sarebbe caduto nel vuoto. Un volo di alcuni metri nel cortile interno del condominio. Immediati i soccorsi. Il bimbo è stato portato d’urgenza al Regina Margherita dove è tutt’ora ricoverato.

Katia morta a soli 14 anni dopo il vaccino: “E’ andata a dormire e non si è più svegliata. Il calvario è iniziato dopo la prima dose”

Katia Spataro morta a soli 14 anni. Forse a causa del vaccino contro il Covid-19. Sulla tragedia della ragazzina interviene la zia della piccola, Annamaria Spataro, in un’intervista rilasciata a Visione Tv.

“Mia nipote si è trascinata strani dolori al petto per mesi, per poi morire improvvisamente. Chiediamo di sapere se è morta a causa di una miocardite non riconosciuta né curata”.

La storia

“Katia Spataro è morta durante il sonno. Si è coricata e non si è più svegliata”. Inizia così il tragico racconto della zia.

“La bambina non aveva nè patologie nè malformazioni e per questo è stata richiesta l’autopsia. Fino a quando non ha ricevuto la prima dose (agosto 2021 ndr.) la bambina stava bene. Da lì è iniziato il calvario. Mia cognata tra l’altro era molto scrupolosa sulla sua salute. Era sana come un pesce”.

Aveva dolore al braccio e dolori vari che sono durati fino alla fine della sua vita. Portata alla guardia medica, le hanno detto di prendere antibiotico e tachipirina”.

“Il 12 gennaio la situazione precipita. Era allettata, aveva malessere generale e dolore al petto. Il medico minimizzava ma mia cognata aveva programmato alcune visite. Fino al 30 gennaio, quando Katia è morta senza che nessuno abbia fatto nulla”.
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