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Assegno Unico, CAMBIA TUTTO ALL’ULTIMO MINUTO: la circolare dell’INPS poco fa. Come richiedere gli ACCREDITI: GUIDA RAPIDA

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ASSEGNO UNICO. Finalmente ci siamo, il tanto atteso sussidio sta per arrivare. Ma in molti si stanno ancora chiedendo: Come funziona la richiesta dell’assegno unico INPS? Vediamo insieme come fare pera vere tutti i soldi e il prima possibile.

La pubblicazione delle ultime faq da parte dell’INPS

L’Assegno unico universale è un sostegno economico che spetta a tutte le famiglie per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza e fino ai 18 anni.

Quando il figlio diventa maggiorenne l’Assegno unico spetta solo ad alcune condizioni e fino a 21 anni. Il conto, indicato al momento della domanda, deve essere intestato al figlio o alla figlia oppure cointestato fra il genitore e i figli.

Nel caso di figli con disabilità l’assegno viene erogato senza limiti d’età finché il figlio resta fiscalmente a carico.

Quando un figlio si considera fiscalmente a carico?

Un figlio con meno di 24 anni si considera fiscalmente a carico se ha un reddito annuale inferiore a 4.000 euro.

Oltre i 24 anni si applicano le regole degli altri familiari a carico e la soglia di reddito diminuisce fino a 2.840,51 euro.

Assegno unico per figli maggiorenni

Quando il figlio raggiunge la maggiore età (18 anni), e fino al compimento dei 21 anni, può fare richiesta dell’Assegno unico anche autonomamente se rispetta alcuni requisiti, elencati dall’INPS nella circolare n° 23 del 9 febbraio 2022 e poi approfonditi nelle faq (risposte a domande frequenti) fornite dall’ente nel nuovo sito assegnounicoitalia.it

Il giovane per ottenere l’Assegno unico per maggiorenni dovrà essere iscritto a:

Scuola pubblica o privata che dopo cinque anni rilasci il diploma di maturità (parliamo dei classici licei, istituti tecnici e professionali);

Un percorso di Formazione Professionale Regionale o Centro di Formazione Professionale. In questi centri si accede dopo le scuole medie e si frequenta per tre/quattro anni. Dopo quel periodo viene rilasciato un diploma professionale di tecnico;
Un percorso di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), sia pubblico che privato. Di solito questi corsi sono annuali e rilasciato un attestato di specializzazione professionale di 4° livello EQF;
Un corso di laurea (valgono tutti).
In alternativa alla formazione si può ottenere l’Assegno unico anche se:
si è sotto contratto di apprendistato o tirocinio.
si è registrati come disoccupati e in cerca di un lavoro presso i servizi
pubblici per l’impiego;
si svolge il servizio civile universale.

INPS domanda assegno unico: come fare richiesta

La domanda per l’Assegno unico va fatta se non si percepisce il Reddito di cittadinanza. In quel caso, infatti, l’erogazione sarà automatica e verrà riconosciuta sulla Carta Rdc.
Ricordiamo che si può fare domanda anche senza presentare l’Isee. Chi non lo farà avrà diritto all’importo minimo erogabile, ossia quello per le famiglie con più di 40.000 euro di Isee.

Si può fare domanda per l’Assegno unico in tre modi:

  1. Chiamando il Contact Center dell’Inps al 803 164(gratuito da rete
    fissa) al numero 06 164 164 (a pagamento da cellulare);
  2. FacendofarelaproceduraaunCAFoaunpatronato;
  3. Inoltrandolarichiestaautonomamentesulsitodell’Inps.
    Assegno unico, domanda sul sito dell’Inps, procedura guidata
    La prima cosa da fare per fare domanda per l’Assegno unico autonomamente è accedere a questa pagina con identità digitale (SPID, CNS o CIE).
    A questo punto, toccando sull’apposita sezione, dovrete indicare se fare domanda standard, domanda come tutore o domanda come figlio maggiorenne.

A questo punto si aprirà un questionario diviso per schede. Dovrete compilarle tutte. I dati richiesti sono quelli anagrafici e il codice fiscale del figlio a carico.

Il contenuto delle schede da compilare, nel dettaglio, è questo:

  1. Informazioni sui figli;
  2. Datiperilpagamentodell’Assegno;
  3. Dichiarazionidiresponsabilità;
  4. Riepilogo dei dati inseriti;
  5. Pulsante per l’invio definitivo della domanda.

Assegno unico e gravidanza, come fare domanda

Tecnicamente è impossibile fare domanda per i figli con almeno 7 mesi, quindi quando la madre è ancora in gravidanza. Non è possibile perché il figlio non ha ancora un codice fiscale.
Quando nascerà il bambino e sarà assegnato il codice si dovrà fare domanda e, oltre al mese spettante in cui si fa domanda, si avranno anche i due mesi arretrati in un’unica soluzione.

Come viene pagato l’Assegno unico?

I dipendenti pubblici e privati, che hanno fatto domanda, riceveranno l’Assegno unico direttamente sul conto corrente all’indirizzo IBAN indicato.
A pagarlo sarà l’INPS, significa che il datore di lavoro non c’entra nulla e la voce non rientrerà in busta paga.

Per chi invece è percettore di Reddito di cittadinanza l’assegno sarà pagato direttamente sulla card del Rdc, di solito in giorni diversi rispetto a quelli di pagamento del sussidio (intorno 27 di ogni mese per i pagamenti ordinari e intorno al 15 per i nuovi beneficiari e per i rinnovi).

Assegno unico, elenco delle maggiorazioni

Come anticipato, in base alle caratteristiche del nucleo familiare, ci sono delle maggiorazioni che vanno a modificare l’importo di base.

In questo approfondimento trovate nel dettaglio l’elenco di tutte le maggiorazioni previste; di seguito, invece, ci limiteremo a spiegarle in breve:

Per ogni figlio successivo al secondo spetta una maggiorazione che va da 15 a 85 euro, in base all’Isee;Per figli con invalidità tra 18 e 21 anni spettano 80 euro aggiuntivi al mese. Sopra i 21 anni la maggiorazione oscilla tra 15 euro e 85 euro. Invece, per figli minorenni, spettano:

90 euro in caso di disabilità media;
95 euro in caso di disabilità grave;
100 euro in caso di non autosufficienza.

In caso entrambi i genitori abbiano reddito da lavoro spettano 30 euro in più al mese per Isee bassi.

L’importo comincia a scendere dai 15.000 euro in poi fino ad azzerarsi alla soglia dei 40.000 euro;
Famiglie con più di tre figli avranno altri 100 euro al mese;

Le famiglie con meno di 25.000 euro di Isee che l’anno scorso percepivano ANF avranno un ulteriore bonus, di importo da definire, che andrà diminuendo di anno in anno fino al 2025, quando sparirà del tutto.

Assegno unico su Reddito di cittadinanza: la quota minori

Nel calcolo dell’importo del Reddito di cittadinanza c’è anche una parte variabile definita «quota minori», che varia in base al numero minorenni a carico nel nucleo familiare.

Con l’introduzione dell’Assegno unico, quindi da marzo 2022, la quota minori del Reddito di cittadinanza viene tolta dall’importo del sussidio, perché sostituitadall’Assegno unico.

In soldoni significa che per capire quanto si guadagnerà in più sul Reddito di cittadinanza bisognerà sottrarre all’importo dell’assegno spettante quello della quota minori.

Assegno unico e Reddito di cittadinanza, quota minori

Per calcolare l’importo del Reddito di cittadinanza si usa un indice che si chiama «Scala di equivalenza», in cui ogni membro della famiglia ha un valore. Chi fa domanda ha valore 1, i maggiorenni hanno valore 0,4, i minorenni hanno valore 0,2.
Il calcolo si fa prendendo come riferimento il beneficio massimo annuale di 6.000 euro.
Per esempio, quindi, un padre con un figlio avranno come scala di equivalenza 1,2. Moltiplicando 6.000 per 1,2 si avrà 7.200 euro annui di Rdc. Di questa parte 1.200 (6000 x 0,2) spettano per i minori a carico.
Un figlio a carico minorenne, con meno di 18 anni, e con Isee inferiore a 15.000 euro, dà diritto con l’Assegno unico a 175 euro al mese, quindi a 2.100 euro all’anno.
L’incremento sul Reddito di cittadinanza per queste famiglie, da marzo 2022 e rispetto a prima, è quindi uguale a +900 euro all’anno (ossia 2.100 – 1.200), che sono +75 euro al mese.(TheWam)
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