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Si schianta contro la barriera del casello dell’autostrada, Marco muore a soli 28 anni

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NOCERA INFERIORE

Nocera Inferiore, Marco muore a 28 anni schiantandosi contro la barriera del casello dell’A3

NOCERA INFERIORE. Terribile incidente stradale nella notte al casello dell’autostrada A3 di Nocera Inferiore, dove un giovane di 28 anni, dopo aver perso il controllo dell’auto sulla quale viaggiava, una Fiat 500 bianca, si è schiantato sul muretto della barriera che delimita la corsia del Telepass. Per il giovane, Marco Serrapica, originario di Torre Annunziata, ma residente a Cicerale, in provincia di Salerno, non c’è stato nulla da fare. Il ragazzo purtroppo è morto a causa del violento impatto che ha determinato anche l’incendio dell’auto. Sul posto sono arrivati immediatamente i soccorsi, con la Polizia Stradale, i vigili del fuoco e l’ambulanza del 118.

Indaga la Polizia Stradale
Ancora da chiarire la dinamica di quanto accaduto. Sulla vicenda sono in corso le indagini della Polizia Stradale di Angri. Al vaglio degli investigatori le immagini delle telecamere di videosorveglianza che si trovano sul casello stradale e lungo l’arteria autostradale. A causa dell’incidente, la corsia del telepass è rimasta chiusa per diverse ore, per consentire i rilievi del caso e poi la rimozione dei detriti causati dall’impatto. La Fiat 500 è andata completamente distrutta. Lunghe code di automobili si sono registrate fino alle prime ore di questa mattina, quando poi il traffico è tornato regolare. L’incidente è avvenuto sull’autostrada A3 Salerno-Napoli, in direzione nord, attorno alle ore 1,30 di stanotte, domenica 27 marzo 2022. La salma del ragazzo è stato poi trasferita presso l’obitorio dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Ad allertare le forze dell’ordine e i soccorsi sono stati proprio i casellanti e gli automobilisti che al casello hanno visto l’auto in fiamme.
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Torre Annunziata, il Savoia pagava la camorra per “giocare in tranquillità”

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Torre Annunziata

TORRE ANNUNZIATA. Costretti a versare 130mila euro al clan per portare avanti in tranquillità la loro attività sportiva di squadra di calcio dilettantistica al campionato di Eccellenza campana.

I dirigenti del Savoia Calcio, di Torre Annunziata (Napoli)

Avrebbero pagato il pizzo richiesto agli emissari dei Gionta nel giro di sette mesi, tra il novembre 2021 e il maggio 2022. E’ quanto emerge da un’inchiesta in seguito alla quale i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro soggetti ritenuti vicini al clan locale.

Associazione a delinquere di tipo mafioso ed estorsioni

Per loro l’accusa a vario titolo è di associazione a delinquere di tipo mafioso ed estorsioni, aggravate sia dalle modalità mafiose sia dall’agevolazione del sodalizio criminale operante tra Torre Annunziata e le zone limitrofe. Il Savoia ha una lunga tradizione alle spalle, con trascorsi in serie B (l’ultima volta nel 1999/2000) e l’orgoglio di una finale scudetto nel 1924, nel calcio dei pionieri, quando il titolo vinto dal Genoa.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, che mantengono il più stretto riserbo sull’identità dei soggetti raggiunti dall’ordinanza cautelare in carcere, sono emersi due episodi di estorsione consumata e uno di tentata estorsione.

Torre Annunziata – Minacciate anche altre persone

Le indagini confermano come anche il titolare di un’attività ittica costretto, sotto le minacce estorsive degli stessi soggetti, a versare 300 euro alla settimana nello stesso periodo di riferimento delle verifiche. E’ stato inoltre appurato che un elettricista sarebbe stato minacciato, e forse anche fatto oggetto di violenze (ma su questo non ci sono certezze) da parte di alcune delle stesse persone coinvolte. Secondo quanto emerso, l’uomo aveva realizzato lavori privati nell’abitazione di un elemento di spicco del clan Gionta e sarebbe stato poi oggetto delle attenzioni degli estorsori affinché non pretendesse il pagamento per i lavori svolti. (Tgcom24)


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Covid in Campania, 2.281 casi. Tasso di positività al 16,18%

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Covid Campania

COVID. Negli ospedali si continua a registrare un aumento di ricoveri nelle terapie intensive con 11 posti letto occupati (più due rispetto a ieri). Aumento anche nelle degenze con 575 posti letto occupati (22 in più rispetto a ieri)

Aumentano in Campania sia i contagi che i ricoveri. Secondo i dati del Bollettino della Regione Campania, sono 2.281 i neo positivi al Covid su 14.091 test esaminati. Ieri l’indice di contagio era pari al 14,9% mentre oggi sale al 16,18%.

Il bollettino

Nessun decesso nelle ultime 48 ore, due deceduti in precedenza ma registrati ieri. Negli ospedali si continua a registrare un aumento di ricoveri nelle terapie intensive con 11 posti letto occupati (più due rispetto a ieri). Aumento anche nelle degenze con 575 posti letto occupati (22 in più rispetto a ieri).

Covid in Italia: il bollettino del 6 ottobre 2022

Processati 222.926 tamponi. In aumento ricoveri (+115) e intensive (+9). “Aumentano ancora le dosi di vaccino somministrate in Italia ogni giorno”, riferisce il ministero della Salute. Gimbe: +51,9% di contagi, si inverte curva intensive (+21,1%). Balzo dei ricoveri ordinari, giù i decessi (-8,5%).

Continua a salire la curva delle infezioni in Italia. Sono infatti 44.853 i nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore a fronte di 56 decessi. Processati in totale 222.926 tamponi per un tasso di positività al 20,1% mentre sul fronte ospedaliero crescono sia i ricoveri (+115 a quota 5.188) sia le terapie intensive (+9 a 180). È quanto emerge dagli ultimi dati giornalieri pubblicati dal ministero della Salute sull’andamento della pandemia nel nostro Paese.

In peggioramento anche i dati su base settimanale registrati da Gimbe. Secondo la fondazione, nei sette giorni dal 28 settembre al 4 ottobre i contagi sono aumentati del 51,9% a quota 244.353, i ricoveri sono passati da 3.653 a 4.814 e le rianimazioni hanno toccato le 155 unità contro il precedente dato di 128. Si intensifica però anche la campagna vaccinale, che ha toccato un nuovo record: il 5 ottobre sono infatti state inoculate 34.389 dosi, una cifra che supera anche il primato messo a segno nel mese di settembre. (Skytg24)


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Ingeriscono mandragora convinti di mangiare spinaci: 10 persone ricoverate, una è grave

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Ingeriscono mandragora convinti di mangiare spinaci: 10 ricoverati a Pozzuoli

Avrebbero ingerito verdura velenosa, probabilmente della mandragora, convinti di mangiare degli spinaci o delle biete. Ci sarebbe questo, secondo le prime ricostruzioni, dietro il ricovero di 5 persone, finite in ospedale nella notte a Pozzuoli, in provincia di Napoli, con sintomi da intossicazione; una di loro, le cui condizioni sono più gravi, è in prognosi riservata.

Dopo i primi ricoveri ce ne sono stati altri 5, portando a 10 il numero degli intossicati, con tutta probabilità collegati tra loro.

Le prime cinque vittime appartengono a due distinti nuclei familiari; quattro di loro, una coppia di mezza età e due coniugi anziani, abitano a Monte di Procida mentre la quinta, un giovane, vive a Quarto; le altre 5 appartengono ad altre due famiglie, portando quindi a tre i nuclei fino ad ora coinvolti.

La verdura sarebbe stata acquistata in diversi negozi dei due comuni flegrei, venduta come prodotto sfuso e non imbustato. Non si esclude che i commercianti si siano riforniti dalla stessa persona, che potrebbe aver venduto loro la mandragora inconsapevolmente. L’Asl Napoli 2 Nord ha allertato i Pronti Soccorso del territorio per eventuale arrivo di altri intossicati.

In ospedale sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Pozzuoli, incaricati delle indagini col supporto dell’Asl; i militari in mattinata, insieme agli specialisti del Nas e ai tecnici della prevenzione dell’Asl Napoli 2 Nord, hanno ritirato a scopo precauzionale alcune partite di verdura da fruttivendoli e market alimentari di Pozzuoli e Quarto; si tratta, in tutti i casi, di verdura venduta sfusa.

In queste i militari stanno cercando di ricostruire la provenienza della merce e capire quanta verdura velenosa risulta venduta. L’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate ha invitato i cittadini di quelle zone a prestare particolare attenzione alle verdure acquistate, soprattutto se non confezionate.

Le parole del sindaco di Pozzuoli

In merito ai casi di intossicazione da mandragora verificatisi nell’area flegrea il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni, invita alla prudenza: “In attesa dei relativi chiarimenti si raccomanda di evitare di acquistare e consumare verdure simili sfuse (spinaci, biete etc.).

Siamo vicini ai cittadini intossicati e ai loro familiari e seguiamo, insieme alle forze dell’ordine ed alle autorita’ sanitarie, l’evolversi della situazione”. Le forze dell’ordine, in collaborazione con l’Asl Napoli 2 Nord, stanno lavorando per risalire alla filiera che ha provocato i casi di intossicazione.
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