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Bimba di 16 mesi investita all’asilo: Lavinia “schiacciata tra il paraurti e il terreno”

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Lavinia

VELLETRI. Non si può accettare, non si può perdonare un dramma del genere. Una piccola creatura, innocente privata del suo futuro.

I fatti

Lavinia sarebbe rimasta schiacciata tra i paraurti e il terreno. Sono le conclusioni che il medico legale ha esposto nel corso della seconda udienza del processo sul caso di Lavinia Montebove, la piccola investita il 7 agosto 2018 a 16 mesi nel parcheggio dell’asilo a Velletri e rimasta in stato vegetativo da allora. Per i fatti sono imputate la maestra Francesca Rocca per abbandono di minore e l’investitrice Chiara Colonnelli per lesioni gravissime.

E’ stata depositata oggi uan copia del contratto di assicurazione della scuola “La fattoria di nonna Cocca” e l’apertura del sinistro “per la valutazione in sede risarcitoria”, come chiarito dall’ avvocatessa della difesa Anna Scifoni.

Sono stati sentiti i testimoni indicati dalla procura: il medico legale Gianluca Marella; il papà di uno dei bambini dell’asilo Daniele Tomassi e la giovane collaboratrice Aurora Mattei. Presenti in aula le imputate e i genitori della piccola Lavinia, il pm è Giovanni Taglialatela e la giudice Eleonora Panzironi.

Il medico legale: “Traumi compatibili con l’investimento”

Il medico legale, Gianluca Marella, ha visionato per la sua relazione le cartelle cliniche fino all’ultima visita dell’ospedale Bambino Gesù del giugno 2019. Nel corso della sua testimonianza ha distinto la malattia occorsa a Lavinia dopo il trauma dal postumo, che ha definito in sostanza irreversibile con miglioramenti “non significativi rispetto alla vita sociale e relazionale”.

Ha descritto lo specialista “lesioni del distretto radio encefalico, fratture ossee del cranio, edema e lesioni cerebrali con erniazioni dell’encefalo dalla fontanella”, un quadro “traumatico grave ricondubile all’azione dinamica dell’investimento”.

Lavinia

E’ arrivata in pronto soccorso a Velletri “in coma 3 su una scala da 3 a 15, al limite della morte”, ha chiarito il medico. Oggi la bambina ha “una tetraparesi, un’insufficienza dell’ipofisi, una minima coscienza – ovvero una reazione minima agli stimoli magari dolorosi – ma è un residuo scarsamente utilizzabile nella vita sociale e relazionale e un quadro non più modificabile”, ha puntualizzato.

“La tempestività dei soccorsi rispetto all’avvenuto è stato importante”, ha risposto il medico alla difesa. “Non c’è stato un sormontamento della ruota, ma – ha precisato ancora il medico – le lesioni riscontrate sono compatibili con uno schiacciamento tra la parte anteriore dell’automobile, il paraurti, e il terreno” e, ha sottolineato ancora, “secondo me la bambina non era in piedi nè – si può dire – che stesse cadendo. (REPUBBLICA)
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