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Mahmood e Blanco, l’attacco di ‘El Mundo’ alla “coppia omoerotica” di Eurovision 2022

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“Per una nazione vincere due volte di seguito (l’Eurovision song contest ndr) è davvero complicato. Ma non si può escludere che sia ciò che accadrà sabato prossimo. Perché l’Italia riparte come una delle cinque nettamente favorite. Normale, se teniamo conto che presentano uno dei brani maggiori dell’edizione. E che sia eseguita da due degli artisti con l’aura più magica in scena, icone di uno dei movimenti che più da vicino seguono l’evento, come quello Lgbtqi+”.

È quanto sostiene, con un tono decisamente omofobo, un lungo articolo del quotidiano spagnolo El Mundo firmato da Eduardo Alvarez dedicato a Mahmood e Blanco e alla loro Brividi e titolato in maniera inequivocabile: “Un duetto ‘da brividi’ omoerotico, il trucco dell’Italia per continuare a regnare all’Eurovision“.

L’Italia potrebbe fare il bis

Il giornalista spagnolo dipinge l’Italia come una sorta di figliol prodigo, che dopo 31 anni “è tornato con un curriculum invidiabile”. Il nostro Paese, infatti, è rimasto fuori dalla competizione dal 1998 a 2010. Il motivo dell’uscita, secondo il giornalista, fu motivato dalla protesta dei ‘los italianos’ che ritenevano gli ultimi risultati ottenuti non adeguati “alla qualità della loro musica. E hanno sbattuto la porta. Arrivederci”. Ma ora “non si può escludere che sabato prossimo l’Italia possa fare il bis, visto che è uno dei cinque Paesi nettamente favoriti”, si legge nell’articolo.

Il duetto “omoerotico”

“Mahmood, star internazionale già secondo a Eurovision nel 2019 con Soldi e Blanco – al secolo Riccardo Fabbriconi – giovanissimo cantante che ha già ottenuto importanti successi, salgono sul palco di Torino con Brividi, ballata avvincente, dal testo e dal messaggio squisiti e sensazione profonde. E per quanto Mahmood insista nel rifiutare le etichette e nell’affermare la sua ode al crepacuore e alla libertà di sbagliare anche quando si ama, che è ciò di cui parlano i ‘brividi’ della canzone, molti in Europa vogliono vedere il primo duetto che canta una storia apertamente omoerotica nella storia del festival”, scrive Alvarez.

Bacchettate a Mahmood e Blanco: “Sottotono”

“La qualità di Brividi è, comunque, indiscutibile, come la chimica che sprigionano Mahmood e Blanco”, ammette il giornalista che però bacchetta i due cantanti per una performance sottototono nelle prove generali. Comunque, “niente che non possa essere risolto nella performance finale”.

“Sanremo, un festival dal sapore stantio”

Nell’articolo si spiega poi che i due cantanti “sono diventati i portabandiera dell’Eurovision vincendo Sanremo lo scorso febbraio. Il concorso dei concorsi musicali – viene definito – che si vanta di mantenere un certo sapore stantio, nel 21esimo secolo ha ancora l’orchestra dal vivo che è stata cancellata dalla manifestazione tanti anni fa”. Mentre il festival “continua a paralizzare l’Italia per un’intera settimana ogni anno, con il pubblico che raggiunge i 20 milioni di telespettatori”. Insomma, “è proprio il fatto che il Paese d’oltralpe mandi all’Eurovision il suo vincitore della mitica Sanremo a rendere straordinari tutti i suoi candidati”.

“I disastri italiani degni di Alberto Sordi”

L’articolo ripercorre poi i momenti più importanti dell’Italia all’Eurovision ma, allo stesso tempo, continua a bacchettare il Paese: “Il loro festival è un suplicio”, scrive il giornalista, ricordando l’edizione “caotica” del 1991. E a quei disastri l’Italia rimedia, secondo il giornalista, con “l’italianità delle commedie di Alberto Sordi”.

E anche quest’anno, si legge, i problemi non mancano: in particolare “quello che interessa gli archi dell’imponente palcoscenico, che alla fine non è stato utilizzato da diversi artisti per proiettare sfondi. Una cosa che ha rovinato il lavoro di un buon numero di cantanti, costretti a cambiare progetto all’ultimo momento”.

“Mahmood e Blanco hanno la responsabilità di tenere alta la bandiera della canzone italiana – conclude El Mundo – così riconoscibile nella sua sensibilità, nella sua delicatezza, nel suo approccio caleidoscopico all’amore. Tutto ciò che rende la musica di questo Paese sempre così universale”.
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