Il pm ha ricostruito le varie fasi dell’aggressione avvenuta nella zona della movida a Colleferro: “L’azione è partita dai fratelli Bianchi ma poi si salda con l’azione di Belleggia e Pincarelli e diventa un’azione unitaria”, ha detto. “Quello che è successo a Willy – ha aggiunto – poteva capitare a chiunque altro si fosse trovato di fronte al branco”. Il pubblico ministero ha fatto riferimento anche alla Mma, l’arte marziale di cui i Bianchi sono esperti, che è stata utilizzata come arma per “annientare il contendente” e di “farlo senza considerare le conseguenze dei colpi”. Si trattò di “colpi tecnici dati per fare male, violentissimi per causare conseguenze gravissime”. Dagli esami della scientifica, ha detto ancora, è emerso che “sulla scarpa di Belleggia ci sono tracce biologiche di Samuele Cenciarelli che aveva provato a difendere Willy”.Il giovane “non aveva alcuno strumento di difesa, mentre uno gli schiacciava il diaframma, due lo pestavano. È stato ucciso senza motivo, perché si trovava al posto sbagliato nel momento sbagliato”, è stata l’accusa dei pubblici ministeri. “Non ci sono elementi che possano dire che Willy si sia difeso. Il suo corpo, che presenta lacerazioni ovunque, è stato usato come fosse un sacco da pugilato”, ha spiegato l’accusa durante la requisitoria. Per sostenere il coinvolgimento di Pincarelli e Belleggia, il pm Tagliatela ha aggiunto: “Willy è stato accerchiato, uno di fronte e due ai lati, è stato preso a calci, schiacciato. Quante gambe devono avere i fratelli Bianchi se sono stati solo loro? Portatemi le prove che abbiano 4 gambe e 8 braccia, ma non è così”.