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Pnrr, Carfagna per il Sud: «Deve diventare l’hub del Mediterraneo»

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CARFAGNA PER IL SUD. L’appuntamento e’ per venerdi’ e sabato, a Sorrento, in quelli che potrebbero essere ribattezzati degli ‘Stati generali del Sud’, nella splendida cornice di villa Zagara, con un parterre di prim’ordine e l’obiettivo di ragionare sullo sviluppo del Mezzogiorno.

Tema quanto mai attuale, specie adesso che la guerra in Ucraina ha posto l’accento sulla necessita’ di valutare la ricerca di approvvigionamenti energetici sull’altra sponda del Mediterraneo. “Il forum di Sorrento che mobilita, anche fisicamente, quasi tutto il governo sul rilancio e lo sviluppo del Mezzogiorno “nasce dalla volonta’ di costruire un grande appuntamento annuale sul modello dei Forum che da decenni si svolgono a Nord – spiega al “Messaggero” Mara Carfagna, ministro per il Sud e la Coesione territoriale -. Vogliamo riunire imprese, investitori, istituzioni italiane ed europee, governi dei Paesi confinanti, per presentare il ‘nuovo Sud’ che sta nascendo grazie agli investimenti del Pnrr, con tutte le potenzialita’ collegate”. “L’interesse internazionale – continua – che questo progetto ha suscitato e’ incoraggiante. La presenza del Presidente Sergio Mattarella e l’intervento in apertura del premier Mario Draghi, oltre che la partecipazione di molti colleghi ministri, credo confermi che questo appuntamento e’ assai di piu’ del ‘solito convegno’: e’ un incontro che consolidera’ relazioni e aprira’ nuove linee di intervento”.

Il coinvolgimento dei Paesi africani della sponda del Mediterraneo indica che la prospettiva di sviluppo del Mezzogiorno deve recuperare questa direzione: “C’e’ qualcosa di piu’ della vecchia retorica sulle relazioni mediterranee. E’ la storia, oggi, a imporre decisioni in questa direzione. L’aggressione russa all’Ucraina e tutto cio’ che ne consegue, a cominciare dalla crisi del gas e dei combustibili, impone all’Italia di qualificarsi come hub dell’Europa nel Mediterraneo, per l’energia ma anche per le materie prime. E’ un ruolo che in prospettiva sara’ decisivo, dobbiamo attrezzarci a svolgerlo”. Si puo’ dire che ‘Verso Sud’ e’ anche un richiamo alla politica di matrice per cosi’ dire piu’ settentrionale che continua a scalpitare per i presunti vantaggi concessi al Sud attraverso il Pnrr: “In realta’ gli ‘scalpitamenti’, sono stati molto limitati. Anche il Nord si e’ reso conto che il vecchio modello della locomotiva settentrionale che traina il resto d’Italia non e’ piu’ sostenibile. Bisogna accendere al Sud un secondo motore per sostenere lo sviluppo nazionale, e questo e’ il momento giusto, soprattutto per fronteggiare la crisi energetica: e’ a Sud che la produzione di solare, eolico e geotermico garantisce la resa maggiore. E’ a Sud la collocazione naturale dei nuovi rigassificatori per l’importazione di gas liquido”. “E’ il Sud – incalza la ministra – che puo’ attrarre Nuovi investimenti industriali in un’epoca in cui, inevitabilmente, si ridurranno le catene globali del valore e si dovranno riportare in Europa produzioni che nei decenni scorsi abbiamo lasciato in Cina e in Asia con eccessiva fiducia ed entusiasmo”.

Intanto pero’ ministeri chiave come quelli per il Turismo e per lo Sviluppo economico sono ancora in ritardo nel rispetto della norma del 40 per cento dei fondi Pnrr destinati al Sud: “Il 40 per cento e’ una cifra complessiva e trasversale alle missioni del Piano di Ripresa: ci sono ministeri che la superano e altri che restano sotto la soglia. Gli investimenti ad assorbimento automatico, in particolare, scontano il fatto che a Sud il ‘tiraggio’ e’ minore perche’ il tessuto imprenditoriale e’ piu’ fragile”. Nel libro bianco realizzato con Ambrosetti, e che verra’ presentato venerdi’ durante i lavori del Forum, si elencano dieci punti di possibile sviluppo per il futuro del Sud. Si corre tuttavia il rischio che alla fine troppi obiettivi producano risultati modesti: “Non credo. Non andiamo a Sorrento per aprire il solito ‘libro dei sogni’. Forse non tutti se ne sono ancora resi conto ma il Pnrr e’ il piu’ grande strumento di politica industriale attivato negli ultimi decenni. ‘Mette a valore’, come si dice, le potenzialita’ ben descritte dal Libro Bianco e avvia il processo per qualificare l’Italia e il suo Mezzogiorno nella direzione che indichiamo: polo della trasformazione e distribuzione dell’agroalimentare; hub logistico e energetico del Mediterraneo, centro di innovazione tecnologica e scientifica, luogo attrattore di turismo e nuovi residenti, ponte necessario tra l’Europa e il continente piu’ giovane e promettente, l’Africa”, ha concluso Carfagna.
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