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Ucraina, Di Maio: “Piano di pace italiano è ancora embrionale, guerra sarà lunga”

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DI MAIO

“Oggi non ci sono le condizioni per la pace, abbiamo di fronte una guerra lunga e logorante”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, parlando del conflitto in Ucraina ad un evento dell’associazione Alis. “Il piano di pace italiano – ha aggiunto – è ancora un lavoro embrionale, ci vorrà tempo. Noi abbiamo delineato un percorso che parte da un gruppo di facilitazione internazionale e ha l’ambizione di arrivare a una nuova Helsinki”.

“Medvedev dimostra di non volere la pace”

Di Maio ha quindi commentato la reazione russa al percorso di pace proposto dall’Italia. “Non ci sono due Paesi sullo stesso livello, ma un invasore e un invaso”, ha detto il ministro, per il quale “serve un piano per costruire un maggior dialogo tra le parti ed è quello che stiamo facendo. La pace non si impone e, per raggiungerla, si parte dalle condizioni dell’Ucraina, di cui abbiamo sempre difeso l’integrità. Quando Medvedev fa queste dichiarazioni critiche sul piano di pace italiano non dimostra di volere la pace”.

“Solo Kiev può decidere sull’integrità territoriale” 

“Credo che qualsiasi decisione sull’integrità territoriale dell’Ucraina debba dipendere dall’Ucraina. In questo momento, quando noi sentiamo ‘il Donbass non sarà mai Ucraina’, siamo su un altro piano”, ha aggiunto Di Maio. E ancora: “L’Ue deve accelerare sul sesto pacchetto di sanzioni, perché rischia di mandare il segnale sbagliato, visto che siamo tutti d’accordo tranne un Paese”.

“Armi all’Ucraina è sostegno per legittima difesa” 

Commentando la posizione del presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che è contrario all’invio di armi in Ucraina, Di Maio ha affermato: “Qui siamo tutti d’accordo che serve una escalation diplomatica per arrivare alla pace” in Ucraina, “e l’Italia con il suo documento di lavoro dimostra che sta lavorando per la pace. Fino ad ora tutto il sostegno che abbiamo dato all’Ucraina si è sempre basato sul principio della legittima difesa”.

“Con crisi Ucraina non ci possiamo permettere un Papeete 2”

Nel governo “ci sono delle fibrillazioni, ma non ci possiamo permettere un Papeete 2, che abbiamo già vissuto in altre epoche ed erano tempi di pace. Se non ce lo potevamo permettere all’epoca, figuriamoci adesso. Siamo in piena guerra, con un livello di inflazione che continua a salire in tutta Europa con il prezzo dei beni di prima necessità e del pane che sale in tutto il mondo a causa del blocco militare in Ucraina da parte della Russia”, ha spiegato. “Di fronte a una crisi” come questa “il lavoro che dobbiamo fare è portare questo governo fino alla fine, per dare stabilita’ al Paese ed evitare scossoni economici e finanziari che poi pagherebbero le famiglie”.
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