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INPS, Assegno Unico BLOCCATO: STOP AI PAGAMENTI IN QUESTO ISTANTE. Cosa sta accadendo e chi non riceverà i soldi. Le ultimissime e come fare pera vere gli accrediti

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Inps Assegno Unico

INPS, ASSEGNO UNICO. Per chi percepisce l’assegno unico alcuni pagamenti risultano bloccati. Scopriamo insieme la ragione

Come sappiamo l’assegno unico è un sostegno che viene fornito alle famiglie che hanno un figlio a carico. Viene erogato anche per i lavoratori con figli che hanno un lavoro autonomo.

Accade spesso e volentieri che si siano degli errori nel calcolo dell’assegno unico e a chi va erogato. Spesso e volentieri ci sono delle incongruenze e delle inesattezze che possono bloccare anche le pratiche e far sì che la persona resti senza il sussidio richiesto.

Ma perché accadono questi errori? Le motivazioni possono essere due: Sia perché non tutti si rivolgono a CAF o Patronati per l’assistenza e quindi preferiscono fare i calcoli da soli e a volte con errori, ma a volte accade che anche la pubblica amministrazione commetta degli errori, delle inesattezze.

Quindi il rischio è da entrambe le parti. Ecco come ovviare a tutto questo, prestando attenzione senza il rischio di essere estromessi dal sussidio.

Come sbloccare il tutto

Quindi accade che si verifichino delle incongruenze per quanto concerne l’emissione dell’assegno unico, anche se la percentuale è inferiore rispetto a tutte le pratiche che vengono prese in esame.

Un problema risiede proprio in coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza. Questi ultimi infatti avranno in modo automatico, avendo figli a carico, l’assegno unico. Questo perché tutta la documentazione necessaria è già in possesso e quindi si hanno tutte le informazioni necessarie per erogare l’assegno.

Eppure recentemente qualcuno, sulla pagina Facebook dell’INPS, ha segnalato una doppia richiesta, accadendo che la presunta persona aveva in prima istanza richiesto il reddito di cittadinanza e poi successivamente l’assegno unico.

Ecco perché l’Ente ha specificato che per chi ha già il reddito di cittadinanza non è necessaria la richiesta dell’assegno unico. Ovviamente questa richiesta doppia non ha fatto altro che rallentare la pratica, e quindi il richiedente è restato senza sostegno.

Questo fa si che la persona deve attendere che tutta la pratica venga sottoposta a lavorazione. Ma per tutti coloro che hanno commesso questo errore, si consiglia ovviamente di rivolgersi al call center dell’Istituto INPS per far si che la pratica possa sbloccarsi. (Leggilo.org)
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BONUS 200 EURO, SI FA IL BIS: ARRIVANO I NUOVI ACCREDITI DI OTTOBRE. INPS SBLOCCA I PAGAMENTI: ECCO LE DATE E TUTTI I DETTAGLI

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bonus 200 euro

BONUS 200 EURO. Dopo mesi di attesa, finalmente è stata annunciata una possibile data di pagamento del bonus 200 euro per chi deve riceverlo in questo mese. Si tratta del 12 ottobre 2022 e riguarda una specifica categoria di persone.

Alcune persone potrebbero ricevere l’accredito del bonus 200 euro a partire dal 12 ottobre 2022. Si tratta in particolare dei lavoratori autonomi e liberi professionisti, che più di tutti hanno avuto difficoltà per capire se e quando avrebbero ricevuto il bonus una tantum.
Finalmente sembra esserci un barlume di speranza per questa categoria. Nei prossimi paragrafi analizziamo i dettagli su chi riceverà il bonus da 200 euro dal 12 ottobre 2022.

Bonus 200 euro in arrivo dal 12 ottobre: per chi?

Come anticipato in apertura dell’articolo, a partire dal 12 ottobre 2022 dovrebbero partire i primi pagamenti del bonus 200 euro per la categoria dei lavoratori autonomi e liberi professionisti.
In particolare, dovrebbero ricevere l’accredito i professionisti delle casse di previdenza che hanno fatto domanda del bonus per primi. I cittadini che costituiscono il maggior numero di beneficiari sono gli avvocati (con 75.400 domande inoltrate alla Cassa forense), gli ingegneri e gli architetti (con 41.800 domande inoltrate a Inarcassa).

Bonus 200 euro agli autonomi: i requisiti necessari

Come dicevamo poco fa, dal 12 ottobre 2022 dovrebbero partire gli accrediti del bonus 200 euro per i lavoratori autonomi che ne hanno fatto domanda. Ci teniamo a specificare, tuttavia, che quella del 12 ottobre è una data indicativa e non vuol dire che tutti i beneficiari che hanno richiesto il bonus riceveranno i 200 euro nello stesso giorno. Infatti, proprio per questo motivo si parla di “pagamento a partire dal 12 ottobre“, e cioè da quella data in poi. Come per altre categorie, gli autonomi ricveranno il pagamento in date differenti.

Prima di compilare la domanda per il bonus 200 euro agli autonomi e liberi professionisti, è consigliabile assicurarsi di rientrare nei requisiti previsti dal decreto attuativo pubblicato il 19 agosto 2022.

In particolare, per accedere al bonus 350 euro, o eventualmente al solo bonus 200 euro, in fase di presentazione della domanda i cittadini interessati dovranno dichiare di possedere questi requisiti:

  • di essere lavoratore autonomo/libero professionista, non titolare di pensione;
  • di non essere percettore delle prestazioni di cui agli articoli 31 e 32 del D.L. n. 50/2022 (Decreto Aiuti);
  • di essere lavoratore autonomo e libero professionista già iscritti alle gestioni previdenziali dell’Inps o alle casse di appartenenza alla data di entrata in vigore del Decreto Aiuti, con partita IVA e attività lavorativa avviata
  • di non aver percepito nell’anno di imposta 2021 un reddito complessivo superiore all’importo di 35.000 euro e per ottenere anche l’integrazione di 150 euro non superiore a 20.000 euro;
  • di essere iscritto alla data del 18 maggio 2022 a una delle gestioni previdenziali dell’INPS o degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103;
  • nel caso di contemporanea iscrizione a diversi enti previdenziali, di non avere presentato per il medesimo fine istanza ad altra forma di previdenza obbligatoria;
    aver eseguito almeno un versamento, totale o parziale, per la contribuzione dovuta alla gestione di iscrizione per la quale è richiesta l’indennità, con competenza a decorrere dal 1° gennaio 2020.

Per validre l’istanza del bonus 350 euro si dovrà allegare anche la seguente documentazione:

  • una copia del documento di identità in corso di validità; una copia del codice fiscale;

coordinate bancarie o postali per l’accreditamento dell’importo relativo al beneficio.

Bonus 200 euro a ottobre: chi altro deve riceverlo

Come sappiamo, i lavoratori autonomi e i liberi professionisti non sono gli unici cittadini ad attendere il bonus 200 euro nel mese di ottobre. Ricordiamo, infatti, che vi sono molte categorie beneficiare del bonus già a partire dal primo Decreto Aiuti che devono ricevere l’accredito in questo mese.

Alle categorie che rientravano nel primo Decreto, si sono poi aggiunte quelle aggiunte tra i destinatari del bonus nel Decreto Aiuti bis. Quindi, in totale, le persone che riceveranno il bonus 200 euro a ottobre sono le seguenti:

  • lavoratori dipendenti che dal 1° gennaio al 23 giugno 2022 non hanno fruito della riduzione dei contributi previdenziali di invalidità, vecchiaia e superstiti, dello 0,8% prevista dalla legge di bilancio 2022, perché interessati da eventi coperti da contribuzione figurativa da parte dell’INPS. Questi sono, per esempio:
  • lavoratrici assenti per congedo di maternità;
  • lavoratori e lavoratrici assenti per congedo parentale;
  • assenze per malattia del figlio o figlia;
  • assenze per malattia e infortunio;
  • lavoratori in cassa integrazione guadagni straordinaria;
  • lavoratori stagionali;
  • lavoratori agricoli che non rientravano tra i destinatari della misura.
  • precari del mondo della scuola, come docenti e personale ATA, con contratto a tempo determinato in scadenza il 30 giugno 2022. Mancando il requisito del contratto attivo al 1° luglio 2022, questa categoria è stata esclusa dal primo Decreto Aiuti. A confermare il diritto al sussidio è stata una nota del MIUR dello scorso 5 agosto, che conferma la possibilità di accedere al bonus 200 euro, se si rispettano i requisiti, previa presentazione di apposita domanda all’INPS;

Coloro che non siano stati beneficiari dell’indennità una tantum secondo le regole previste dal primo Decreto. In particolare, questi sono:

  • collaboratori sportivi che siano stati beneficiari di almeno una delle indennità previste dall’articolo 96 del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18 (Decreto Cura Italia);
  • dottorandi e assegnisti di ricerca, prima ignorati dal decreto- legge;
  • neopensionati al 1° luglio 2022, esclusi dal primo bonus perché andati in pensione “troppo tardi”.
  • i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata e con un contratto attivo alla data del 18 maggio 2022 e reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per il 2021;
  • gli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo, con 50 contributi giornalieri nel 2021, da cui deriva un reddito non superiore a 35.000 euro;
  • gli autonomi occasionali (senza partita IVA), non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, già titolari nel 2021 di contratti disciplinati dall’articolo 2222 del Codice Civile, iscritti alla Gestione Separata alla data del 18 maggio 2022, che abbiano versato almeno un contributo mensile nel corso del 2021;
  • stagionali, a tempo determinato e intermittenti (compresi i lavoratori a tempo determinato del settore agricolo) con 50 giornate di lavoro effettivo nel 2021 da cui deriva un reddito non superiore a 35mila euro;
  • incaricati alle vendite a domicilio, iscritti alla Gestione Separata alla data del 18 maggio 2022, che possano far valere per il 2021 un reddito superiore a 5.000 euro derivante da tale attività;
  • lavoratori che nel 2021 siano stati beneficiari di una delle indennità previste dall’art. 10 commi da 1 a 9 del decreto-legge 22 marzo 2021 n. 41 (bonus 2400 euro);
  • titolari di disoccupazione agricola che non lo hanno ricevuto la prima volta.
    Tra le categorie menzionate, la maggior parte può ottenere il sussidio da 200 euro solo dopo aver inoltrato un’apposita domanda dal sito INPS. Per esempio, ricordiamo i collaboratori co.co.co., i lavoratori stagionali e gli incaricati alle vendite a domicilio, che hanno tempo fino al 31 ottobre 2022 per richiedere il bonus una tantum. (TheWam)

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Reddito di Cittadinanza, scatta la corsa al nuovo pagamento. Uscite le due nuove date, ecco quando arrivano gli accrediti

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reddito di cittadinanza

Quando arriva il pagamento del reddito di cittadinanza di ottobre? Vediamo i dettagli.

A ottobre l’Rdc di metà mese, che spetta a chi riceve la prima volta il sussidio o deve essere pagato dopo il rinnovo, potrebbe essere anticipato di un giorno.

Lo riporta The Wam. L’azienda Poste Italiane si occupa dei pagamenti e, per questioni organizzative, potrebbe perciò far partire gli accrediti con 24 ore di anticipo. Su TheWam.net abbiamo anche spiegato a chi spetta e quando è previsto il primo pagamento dell’assegno unico su Rdc; questo accredito è stato sbloccato recentemente dall’INPS.

Le date dei pagamenti del reddito di cittadinanza

pagamenti del reddito di cittadinanza arrivano:

  • a metà mese, di solito dal giorno 15, per chi riceve per la prima volta il reddito di cittadinanza o deve essere pagato dopo averlo rinnovato;
  • dal giorno 27 del mese per tutti gli altri beneficiari.

A ottobre il pagamento del 15 ottobre 2022 potrebbe essere anticipato al 14 ottobre perché, di sabato, gli uffici postali (che erogano i pagamenti) sono aperti solo di mattina.

Questa divisione dei giorni di pagamento si applica anche alla pensione di cittadinanza che è pagata:

  • a metà mese, di solito dal giorno 15, per chi riceve la prestazione economica per la prima volta;
  • dal giorno 27 del mese per tutti gli altri beneficiari.

Le date di pagamento sono visibili sul sito dell’INPS e Posta Italiane ha tempo fino all’ultimo giorno del mese per terminare gli accrediti.

Le ricariche, infatti, non arrivano per tutti i beneficiari nello stesso giorno. Cosa significa? Ci sono persone che lo riceveranno prima e altre solo in un secondo momento.

La scheda di seguito ti riassume quanto ci siamo detti fino a ora. Nei prossimi paragrafi, invece, capiremo come calcolare la somma che ti spetta per il reddito di cittadinanza, come verificare il saldo e per cosa non puoi spendere i soldi del contributo economico. Fonte: The Wam


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Assegno Unico, INPS blocca tutto: i pagamenti sono in ritardo. C’è la nuova data, ecco quando arriverà l’accredito

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assegno unico temporaneo

Molti cittadini e cittadine italiane hanno lamentato il mancato pagamento dell’assegno unico sul Reddito di cittadinanza. Per molti, infatti, l’erogazione della misura è in ritardo di diversi giorni e tramite la sua pagina Facebook l’INPS ha informato che i ritardi potrebbero raggiungere anche i dieci giorni.

Tuttavia, l’Istituto ha chiarito che il ritardo non è da appurare all’ente, bensì a Poste Italiane che ne è responsabile.

Per controllare le date delle ricariche è necessario fare riferimento all’area riservata del sito dell’INPS,  “fascicolo previdenziale del cittadino”, accessibile con le proprie credenziali SPID, CNS o CIE. Altrimenti, il cittadino può anche delegare la procedura a un CAF.

Assegno unico: cos’è e come funziona

L’Assegno Unico Universale è la misura economica a sostegno delle famiglie con figli a carico entrata in vigore a inizio 2022. Il nome della misura deriva dal fatto che andrà a sostituire la maggior parte delle misure erogate finora per i figli a carico.

L’Assegno unico verrà erogato in base all’ISEE, sulla base del quale cambieranno gli importi:

  • per i redditi più bassi sarà di circa 180 euro per ogni figlio e dal terzo figlio in poi l’importo arriva a 250/260 euro;
  • per i redditi più alti, e anche per coloro che decidono di non presentare l’ISEE, l’importo cala fino ai 50 euro a figlio.

È possibile presentare domanda tramite:

  • il sito internet INPS (con accesso diretto al servizio in evidenza tramite SPID, Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS))
  • il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile, con la tariffa applicata dal gestore telefonico);
  • gli enti di patronato.

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