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Vaiolo delle scimmie, casi attuali potrebbero essere solo la “punta dell’iceberg”: l’allarme dell’Oms

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I circa 200 casi di vaiolo delle scimmie rilevati nelle ultime settimane, in Paesi in cui il virus non circola abitualmente (in Italia ne abbiamo una decina), potrebbero essere “solo la punta dell’iceberg”. A usare questa espressione è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che comunque chiede di “non cedere al panico”. “Non sappiamo se stiamo solo vedendo la punta dell’iceberg”, le parole di Sylvie Briand, direttrice del dipartimento globale di preparazione al rischio infettivo dell’Oms, durante una presentazione agli Stati membri dell’organizzazione sulla diffusione “insolita” del virus. Gli esperti stanno cercando di determinare cosa abbia causato questa “situazione insolita” e i risultati preliminari non mostrano variazioni o mutazioni nel virus del vaiolo delle scimmie, ha aggiunto. Quindi “è ancora possibile fermarne la diffusione”. “Se mettiamo in atto le misure giuste, probabilmente possiamo contenerlo facilmente”, ha detto Briand.

L’allerta dell’Oms arriva mentre l’Europa lavora per l’acquisto centralizzato di vaccini e antivirali ad hoc e in Italia l’ospedale Sacco di Milano ha isolato il monkeypoxvirus responsabile dell’epidemia. Un risultato importante, come ha detto anche Letizia Moratti, in quanto sarà possibile saggiare l’attività di farmaci antivirali e testare la risposta anticorpale dei pazienti che hanno contratto l’infezione e della quota di popolazione vaccinata contro il virus del vaiolo. Del vaiolo delle scimmie ha parlato nelle scorse ore anche il ministro della Salute Roberto Speranza: “Capisco la preoccupazione, ma è una situazione del tutto diversa, imparagonabile a quella che abbiamo già vissuto con il Covid. La nostra rete di sorveglianza e monitoraggio, sia a livello europeo che a livello nazionale, è stata attivata e quindi dobbiamo seguirla con grande attenzione”.

Per il momento “non c’è bisogno di una grande campagna di immunizzazione di massa”, ha detto l’esperte dell’Oms Rosamund Lewis, parlando sempre del vaiolo delle scimmie. L’Organizzazione mondiale della sanità ha ribadito come il contagio avvenga prevalentemente da contatti “pelle a pelle, faccia a faccia”, quindi “contact tracing e isolamento” restano le modalità di contenimento migliori.
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