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“Denise è viva”. Svolta decisiva nel caso della piccola di Mazara: la confessione. Ecco dove si trova e ”cos’è successo davvero”

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Denise

DENISE PIPITONE. Il caso che infiamma l’Italia da ben 17 anni potrebbe davvero essersi concluso e forse anche a buon fine? Una svolta che non solo chiuderebbe definitivamente il caso ma che ricongiungerebbe finalmente una figlia alla sua mamma. Ecco cosa sta accadendo e cosa è venuto a galla proprio nelle ultime ore.

Secondo quanto riportato da Piudonna, nel processo all’ex pm che indagò sulla scomparsa di Denise Pipitone e emergono nuovi inediti dettagli.

La giudice è imputata per false informazioni rese al pubblico ministero. L’ex pm sarà chiamata a spiegare come mai lega la sparizione della bambina al traffico telefonico registrato a Mazara del Vallo l’1 settembre 2004. Un traffico che lei ritiene evidentemente “anomalo”, con l’utilizzo di sim-card tutte acquistate da uno stesso venditore di Terni.

Maria Angioni

E’ il magistrato che coordinò le indagini su Denise, la bambina che si è come volatilizzata, quel giorno di settembre di 17 anni fa. Divenuta nel frattempo giudice del lavoro a Sassari, dove è nata e oggi lavora, per Angioni lo scorso 23 dicembre 2021 è iniziato un processo a Marsala. I pm Roberto Piscitello e Giuliana Rana hanno accusato la donna di aver fornito informazioni non veritiere, o comunque parziali o incomplete, ai colleghi che hanno riaperto uno dei casi irrisolti più clamorosi della storia della cronaca nera del nostro Paese.

Le indagini

Sull’andamento delle indagini avvenute nell’immediatezza del rapimento di Denise abbiamo detto e scritto di tutto e di più. Negli anni ci sono stati numerosi errori, imprecisioni, omissioni anche piuttosto clamorose. A preoccupare anche una serie di legami – accertati o presunti – tra chi indagava e le persone potenzialmente informate dei fatti, o addirittura sospettate di coinvolgimento. Proprio questi legami hanno scatenato ore e ore di trasmissioni televisive. Fino ad arrivare al rinvio a giudizio del magistrato che all’epoca teneva le fila di tutte le indagini.

I nuovi scenari

Angioni, così, ha iniziato a parlare, adombrando scenari investigativi o mai presi in considerazione – e di questo dovrebbe spiegare il perché – o magari accantonati senza approfondirli, sempre però lanciando il messaggio che proprio lei, per prima, vorrebbe contribuire ad arrivare alla verità sulla vicenda. In questo contesto, quindi, si inserisce il post sul profilo Facebook del magistrato che lega gli accadimenti del giorno della scomparsa di Denise con una circostanza avvenuta a Terni.

“Quante sim telefoniche attivate tutte presso lo stesso dealer di Terni hanno comunicato fra loro il 1.9.2004 a Mazara del Vallo!”, dice l’ex pm del tribunale siciliano. L’ex pm è convinta, come ha rivelato anche a Quarto Grado, su Rete 4, che il rapimento della bambina non sia stato un atto d’impeto di qualcuno ma sia stata viceversa azione pianificata. Secondo la Angioini la bambina dopo il rapimento si è recata proprio in quel di Terni con i suoi rapitori.

Tutto questo porta a pensare che la piccola Denise non sia stata uccisa sulla barca come hanno ipotizzato le ultime indagini, bensì sia stata portata fuori dalla Sicilia come dimostrerebbe scambi insistenti con persone nel comune di Terni, con schede comprate nello stesso comune umbro. Da lì poi sarebbe stata portata altrove. Tutto questo tra l’altro potrebbe essere compatibile con l’avvistamento della bambina a Milano da parte della guardia giurata. (Piudonna)
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