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Guerra Ucraina

Mosca: “Se l’Ucraina avrà razzi a lungo raggio colpiremo le Istituzioni di Kiev”. Lavrov: “Più armi da Occidente, più avanzeremo”

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A due mesi dal ritiro delle truppe da Kiev, nelle scorse ore la Russia è tornata a colpire la capitale ucraina. Quanto avvenuto domenica 5 giugno, però, potrebbe essere solo l’antipasto della nuova offensiva di Mosca. Il capo della commissione difesa della Duma, la Camera bassa russa, infatti, ha affermato che la Russia “potrebbe colpire infrastrutture ucraine e istituzioni del governo di Kiev se all’Ucraina venissero consegnati lanciarazzi multipli a lungo raggio”. Sarebbe un’ulteriore escalation del conflitto ormai in corso da oltre 100 giorni, e Putin avvisa: “Consegnare altre armi a Kiev da parte degli occidentali ha l’unico obiettivo di estendere il conflitto il più possibile”. In questi giorni – secondo quanto annunciato dal ministero della Difesa inglese Ben Wallace – l’Ucraina riceverà dalla Gran Bretagna lanciarazzi con un raggio di 80 chilometri. Questi sistemi M270 MLRS “aumenteranno significativamente le capacità delle forze ucraine “si legge in una nota”.

Lavrov: “Più sarà lunga la gittata delle armi di Kiev, più avanzeremo”

Ad alimentare la tensione sono arrivate anche nuove dichiarazioni da parte del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. “La Russia è pronta a colpire territori ucraini più lontani dai propri confini quanto più potente sarà la portata delle nuove armi che Kiev riceverà dall’Occidente” ha dichiarato il numero due di Mosca. “Il presidente Vladimir Putin ha commentato la situazione. Con l’arrivo di nuovi armamenti noi sposteremo avanti dal nostro territorio la linea oltre la quale la presenza dei neonazisti verrà considerata una minaccia per la Federazione russa”, ha aggiunto Lavrov.

Lavrov: “Kiev non vuole negoziare con la Russia”

Sergej Lavrov, in una conferenza stampa on line, ha anche affermato che “l’Ucraina non vuole negoziare con la Russia: Kiev ha rifiutato le trattative. L’Ucraina chiede esclusivamente di riportare la situazione allo stato delle cose al 24 febbraio, altre fantasie vengono espresse quotidianamente, le più diverse e talvolta contraddittorie”. Secondo Lavrov, il presunto ritiro di Kiev dai negoziati potrebbe soddisfare “la volontà della leadership anglosassone”. Il ministro russo ha anche aggiunto che la Russia è pronta “a lavorare onestamente sulla base delle proposte avanzate dai colleghi ucraini, e il progetto di trattato scritto sulla base di tali proposte è rimasto fermo da parte ucraina per quasi un mese e mezzo”.
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