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Assegno Unico, STOP AGLI ARRETRATI: INPS BLOCCA TUTTO. Cosa cambia e come fare, la data da tenere d’occhio

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Assegno Unico

ASSEGNO UNICO. Assegno unico per ogni figlio, si cambia: c’è un mini restyling in corsa per l’assegno unico riconosciuto a chi ha figli disabili.

L’obiettivo della novità introdotta dal decreto legge sulle semplificazioni fiscali atteso oggi in Cdm prova soprattutto a compensare la perdita che la maggior parte di questi nuclei ha subito con la riforma, per effetto della contemporanea cancellazione degli assegni al nucleo familiare (Anf) e delle detrazioni per familiari a carico. Anf e sconti fiscali prevedevano importi ad hoc e soprattutto più elevati per i ragazzi disabili.

Dunque, con la norma introdotta ora nel nuovo Dl si prevede, limitatamente agli assegni targati 2022, un aumento di 120 euro al mese della compensazione transitoria per chi ha figli disabili.

Si ricorda che questa clausola di salvaguardia può scattare solo in caso di Isee inferiore a 25mila euro. Inoltre, cresce l’importo dell’assegno per chi ha ragazzi disabili con età superiore a 18 anni: ad esempio, con Isee sotto i 15mila euro, chi ha un figlio di 18 anni con disabilità media passa da 165 euro a 260 euro mensili. Si attende l’ufficialità.

Assegno unico, perché il 30 giugno è una data importante

Per tutti i potenziali percettori di assegno unico (ricordiamo che non è automatico, va fatta domanda, la pratica si sbriga online in un quarto d’ora) la data da cerchiare in rosso sul calendario è il 30 giugno. L’assegno unico è scattato a gennaio, ma si può dire a ragion veduta che è il 30 giugno 2022 la prima data limite, quella che segnerà la fine del periodo “di prova”. Dal 30 giugno l’assegno diventa “solo” quello mensile, non si avrà più diritto a un solo euro di arretrati. Procediamo con ordine, ecco le cose da sapere.

Il nuovo sussidio

Varato dal governo a sostegno delle famiglie unifica assegni familiari, detrazioni Irpef e bonus vari. Le famiglie con Isee fino a 15 mila euro (potenzialmente il 50% della platea) percepiscono il valore massimo dell’assegno: 175 euro al mese per ogni figlio minorenne e per i nuovi nati, a decorrere dal settimo mese di gravidanza.

Questo importo segue l’incremento del livello del reddito e si riduce gradualmente raggiungendo il minimo di 50 euro a figlio in corrispondenza di un Isee pari o superiore a 40 mila euro. Sono previste integrazioni per le mamme under 21 e i nuclei numerosi. C’è un supplemento di 30 euro in più per figlio se entrambi i genitori lavorano. I figli maggiorenni e fino a 21 anni (sempre con Isee inferiore a 15 mila euro) ricevono un aiuto di 85 euro se studiano, sono disoccupati o hanno un lavoro con reddito inferiore agli 8 mila euro annui.

Assegno unico – Se i genitori sono separati

L’assegno unico per ogni figlio solitamente è erogato in uguale misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o hanno l’affidamento condiviso dei figli. Ci sono alcuni casi però in cui può spettare a un solo genitore: un provvedimento del giudice o un accordo scritto tra le parti da cui risulta che quel genitore ha l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale o l’affidamento esclusivo. Ultima eventualità, l’assegno unico può andare a uno solo dei genitori, se il magistrato, nel provvedimento che disciplina la separazione o il divorzio, ha espressamente disposto che dei contributi pubblici usufruisca solo la madre o il padre.

Arretrati assegno unico: cosa succede

Chi fa domanda entro il mese di giugno (incluso, dunque fino a giovedì 30) avrà sempre diritto agli arretrati accumulati nei mesi a partire da marzo. E l’Inps, in tutti i casi, provvederà al riconoscimento dell’assegno entro 60 giorni dalla domanda. Qualora, invece, la presentazione dell’istanza avvenga dal 1° luglio in poi, la misura decorrerà dal mese successivo a quello della domanda stessa, senza arretrati. In questo scenario rileva anche la tempistica con cui viene elaborato l’Isee che, se successivo al momento della domanda, renderà necessario attendere fine anno per gli eventuali conguagli degli importi spettanti.

Da marzo tutti coloro che hanno fatto domanda di assegno unico si sono trovati a perdere le misure precedentemente in vigore, percepite in busta paga dai lavoratori dipendenti (detrazioni fiscali per i figli a carico e assegni al nucleo familiare). Scompaiono, tutte, con l’arrivo dell’assegno unico.

L’Assegno Unico

E’ invece compatibile con la fruizione di altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle regioni, province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali, ed è compatibile con il Reddito di Cittadinanza. È compatibile anche con il bonus asilo nido. (Today)
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