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Reddito di cittadinanza, SECONDA RICARICA IN LAVORAZIONE: INPS HA GIA’ DISPOSTO IL PAGAMENTO ALLE POSTE. Ecco data e ora esatta dell’accredito

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REDDITO DI CITTADINANZA. Per molte famiglie è in avvio in questi giorni di giugno il versamento del nuovo periodo di fruzione del Reddito di cittadinanza. In particolare, sta arrivando il pagamento per coloro che hanno già presentato domanda di rinnovo del beneficio dopo la scadenza delle prime e delle seconde 18 mensilità.

Il provvedimento interessa coloro che, dopo la sospensione di un mese, hanno mantenuto i requisiti previsti dalla legge. Poste Italiane contatterà i benificiati e consegnerà loro le nuove carte del Reddito, sulla quale ci sarà la mensilità corrente. Anche chi ha presentato la prima domanda di Reddito di cittadinanza vedrà arrivare la prima mensilità in questi giorni, purchè abbia presentato domanda entro la fine di maggio.

Quali sono le scadenze previste?

Nel dettaglio, entro il 18 giugno il Reddito di cittadinanza è pagato a chi abbia inviato non oltre  il 31 maggio:

  • la prima richiesta di reddito di cittadinanza;
  • la richiesta di rinnovo dopo le prime diciotto mensilità;
  • la richiesta di rinnovo dopo le seconde diciotto mensilità.

Il 27 giugno arriverà invece la somma per chi percepisce il Reddito da almeno una mensilità come da prassi. Si deve ricordare che tra un periodo e un’altro di fruizione del Reddito, della durata di 18 mesi, c’è un mese di sospensione del versamento, nel quale l’INPS fa le verifiche contemplate dalla normativa, per il rinnovo della misura.

Per chi ha richiesto il Reddito al suo esordio (marzo 2019) è questo l’inizio del terzo periodo di fruizione. Il secondo infatti si è concluso ad aprile 2022 avendo usufruito senza interruzioni del sostegno (considerando il mese di sospensione previsto alla fine del primo periodo di godimento) per un totale di 36 mensilità. Tra un periodo e l’altro di fruizione restano valide tutte le stesse regole di presentazione della domanda e di aggiornamento della documentazione necessaria.

In caso di variazioni potrebbe scattare la decadenza del provvedimento. Si deve ricordare inoltre l’obbligo, per chi inizia a godere del secondo e dei successivi periodi di fruizione, di accettare la prima offerta di lavoro congrua indipendentemente dalla distanza dal luogo di residenza. Unica eccezione la presenza di minori a carico nel nucleo familiare. La distanza del lavoro offerto dalla residenza, in tal caso, non può superare i 250 chilometri.
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