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Allarme siccità, le regioni chiedono lo stato di calamità: il caldo di giugno è da record

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ALLARME SICCITA’. Il Po è alle prese con una secca che non si vedeva da 70 anni. Il caldo e la mancanza di precipitazioni stanno aggravando ulteriormente la situazione. Il Governo è pronto a stanziare dei ristori alle aziende agricole che rischiano di perdere una parte cospicua del raccolto

Passano i giorni, non piove e l’emergenza siccità si aggrava. Nell’attesa che si dichiari lo stato d’emergenza, che il Governo è intenzionato a concedere, l’Autorità di bacino del Po ha dichiarato, in proprio, l’allarme rosso: la situazione del grande fiume è infatti allo stato di emergenza più grave, probabilmente da quando se ne ha memoria.

Patuanelli: “La situazione è delicata”

Anche il Governo si muove: a Palazzo Chigi c’è stato il primo confronto tra i tecnici dei ministeri e nei prossimi giorni, ha assicurato il ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, ci sarà un aggiornamento a livello politico. “La situazione è delicata” ammette il titolare del Ministero. Del tema si occuperà anche la Conferenza delle Regioni che in due riunioni, una anche con il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, avanzerà le proprie richieste: scontata quella dello stato d’emergenza, alla quale con ogni probabilità dovrebbe arrivare una risposta positiva. Dalle Regioni arriverà anche la richiesta della messa a disposizione dei fondi del Pnrr per la realizzazione di nuovi invasi.

Contenere il consumo dell’acqua

Dal punto di vista dell’approvvigionamento dell’acqua potabile l’attenzione è altissima e si è pronti all’intervento con le autobotti: in questo momento, l’emergenza più grande riguarda il Piemonte dove l’allerta riguarda 145 Comuni soprattutto nel Novarese e nell’Ossolano e dove il livello del lago Maggiore è sceso di un metro negli ultimi 3 giorni. Il Piemonte ha chiesto aiuto alla Val d’Aosta, che però ha risposto che la situazione è tale che non se lo può permettere. Problemi si profilano anche nella Bergamasca e nell’Appennino parmense. Attenzione altissima anche nell’area del Delta del Po: la protezione civile ha fatto una ricognizione sui potabilizzatori di Acque Venete e Romagna Acque che servono le utenze di circa 7-800mila persone. L’Emilia Romagna dalle prossime ore sarà in stato di calamità e nel Lazio il presidente della Regione Nicola Zingaretti definisce “grave” la situazione della provincia di Roma, annunciando lo stesso provvedimento per mercoledì: consentirà di adottare le prime misure e invitare i sindaci a contenere il consumo dell’acqua.

La situazione climatica non aiuta

In ogni caso, tutte le ricette individuate sono soluzioni tampone o poco efficaci o di lunghissimo respiro: l’unica per alleviare in maniera immediata un po’ di sofferenza sarebbe la pioggia. Che però, stando alle previsioni, come ha preso mestamente atto il tavolo dell’osservatorio sulla crisi idrica, non è previsto che arrivi a breve. Anzi per i prossimi giorni proseguirà il caldo, che complica ulteriormente la situazione della siccità, oltre a far aumentare i consumi di energia, la cui produzione idroelettrica è, ovviamente, ai minimi termini. Oggi è previsto il bollino rosso, ovvero il livello massimo di allerta previsto dal ministero della Salute, per Torino e Bolzano, mercoledì per Bolzano e Bologna. (Skytg24)
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