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Usa, Corte Suprema: aborto non è più diritto costituzionale, 13 Stati potranno vietare le interruzioni di gravidanza

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“La Costituzione non conferisce il diritto all’aborto”. E’ quanto si legge nella sentenza della Corte Suprema americana che abolisce la Roe v. Wade, la storica sentenza pronunciata dalla stessa corte emessa nel 1973 e che rappresentava uno dei principali precedenti riguardo alla legislazione sull’aborto. La decisione non è stata unanime: 6 voti a favore e 3 contrari. Fuori dalla Corte Suprema degli Stati Uniti è scoppiata la protesta, pochi minuti dopo che i massimi giudici hanno abolito il diritto all’aborto dopo 50 anni.

Tre giudici dissentono: tolta tutela a donne – “Tristemente”, molte donne “hanno perso oggi una tutela costituzionale fondamentale. Noi dissentiamo”. Lo affermano i giudici liberal della Corte Suprema Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Stephen Breyer. I tre giudici hanno votato contro la decisione di capovolgere la Ros v. Wade. La decisione è stata presa nel caso “Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization”, in cui i giudici hanno confermato la legge del Mississippi che proibisce l’interruzione di gravidanza dopo 15 settimane. A fare ricorso era stata l’unica clinica rimasta nello Stato ad offrire l’aborto. “L’aborto presenta una profonda questione morale. La costituzione non proibisce ai cittadini di ciascuno stato di regolare o proibire l’aborto”, scrivono i giudici.

Giudici nominati da Trump hanno votato per stop diritto aborto

La decisione odierna rispecchia gli attuali rapporti di forza all’interno della Corte Suprema, con i 6 giudici di orientamento conservatore che hanno votato a favore dell’abolizione della storica sentenza ‘Roe v. Wade’ e i tre giudici di orientamento liberal contrari. Tutti e tre i giudici nominati dall’ex presidente Donald Trump durante il suo mandato hanno votato per l’abolizione della sentenza del 1973. Nell’esprimere il loro dissenso, i tre giudici di orientamento liberal hanno scritto che nell’assumere questa decisione la Corte “tradisce i suoi principi guida”.

Verso divieto aborto in 13 Stati nei prossimi 30 giorni

Il divieto di aborto entrerà in vigore in 13 Stati americani nei prossimi 30 giorni. Si tratta di Stati repubblicani che hanno approvato leggi stringenti sull’aborto legandole all’attesa decisione della Corte Suprema sulle Roe v. Wade. Ora che la decisione è arrivata e la sentenza del 1973 capovolta, i 13 stati possono vietare l’aborto in 30 giorni eccetto nei casi in cui la vita della madre è in pericolo.

Obama: “Attaccata la libertà degli americani”

Barack Obama attacca la Corte Suprema sull’aborto, accusandola di aver “attaccato le libertà
fondamentali di milioni di americani” con la sua decisione.

Pelosi: decisione crudele e scandalosa

Una decisione “crudele” e “scandalosa”. Questa la definizione da parte della Speaker della Camera negli Usa, la democratica Nancy Pelosi, che critica la decisione della Corte Suprema sull’aborto. Alle elezioni di novembre, aggiunge, ci sono in gioco i diritti delle donne.

La metà degli Stati ha leggi restrittive sull’aborto 

Su 50 Stati, 26 (tra cui Texas e Oklahoma) hanno leggi più restrittive in materia. Nove hanno dei limiti sull’aborto che precedono la sentenza ‘Roe v. Wade’, e che non sono ancora stati applicati ma che ora potrebbero diventare effettivi, mentre 13 hanno dei cosiddetti ‘divieti dormienti’ che dovrebbero entrare immediatamente in vigore.

Leader repubblicani alla Camera plaude: salvate vite umane

Il leader dei repubblicani alla Camera, Kevin McCarthy, esulta alla decisione della Corte Suprema: “Plaudo a questa storica sentenza che salva vite umane”, twitta McCarthy.

McConnell: Corte Suprema coraggiosa, è una vittoria 

La decisione della Corte Suprema è “coraggiosa” e “corretta. E’ una storica vittoria per al costituzione e la società”. Il leader dei repubblicani in Senato, Mitch McConnell, esulta alla decisione della Corte Suprema.
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