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Alessandria, corpo carbonizzato in auto: la persona fermata confessa l’omicidio

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ALESSANDRIA. I carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale di Alessandria, hanno eseguito il fermo disposto dalla Procura del presunto responsabile dell’omicidio di Norma Megardi. Si tratta di un uomo della zona, condotto in carcere, dove poi ha confessato di essere l’autore del delitto. La pensionata, residente a Sale, 74 anni, era scomparsa nel pomeriggio di lunedì. La sua auto, contenente resti umani, era stata rinvenuta bruciata nello stesso giorno, durante le operazioni di spegnimento di un incendio, in zona cascina San Pio, nel paese di Isola Sant’Antonio.
L’auto in questione, un’utilitaria Opel acquistata da poco da Megardi insieme al marito, era andata sostanzialmente distrutta dalle fiamme nella zona boschiva, sugli argini del Po, salvo che per alcuni numeri di targa rimasti leggibili. I resti erano stati immediatamente posti sotto sequestro in un’autorimessa del Tortonese, mentre le parti umane rinvenute all’interno erano state portate nella camera mortuaria del cimitero di Alessandria, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

I carabinieri del comando provinciale, con i colleghi della compagnia di Tortona, avevano iniziato subito una serie di accertamenti sul luogo del ritrovamento, molto impervio e isolato, lontano dalle abitazioni. Si erano trovati a dovere accertare innanzitutto se il rogo fosse partito dal veicolo stesso o dal bosco, dov’erano entrati in azione i vigili del fuoco per lo spegnimento, con in prima fila il sindaco di Isola, Cristian Scotti. Megardi, intestataria con il marito della vettura, era uscita dalla sua casa di Sale per delle commissioni quella stessa giornata, nel tardo pomeriggio, ma non aveva più dato sue notizie, sembrava scomparsa.

Tutto il paese si era impegnato per risolvere il giallo, a partire dalla polizia locale, che aveva fornito le immagini dell’impianto di videosorveglianza, sperando di aiutare a ricostruire i movimenti dell’auto e dell’anziana stessa. Le indagini dei carabinieri si erano poi estese all’attività di affitto di terreni che la donna, proprietaria di alcuni appezzamenti, gestiva in prima persona.
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