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Reddito di cittadinanza, RICARICHE IN ANTICIPO E GIA’ IN CORSO: INPS STA PAGANDO TUTTO, CI SONO LE NUOVE DATE, MA ATTENZIONE NON TUTTI RICEVERANNO I SOLDI. Ecco chi rischia e cosa sta accadendo

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Reddito di cittadinanza

REDDITO DI CITTADINANZA. Le ricariche del Reddito di Cittadinanza arriveranno, come di consueto, nelle giornate del 15 e del 27. Non ci sarà alcun tipo di anticipo o di ritardo nell’erogazione, poiché entrambe le date cadranno in giorni feriali e, dunque, il pagamento arriverà puntuale, sia nella data di metà mese, che a fine mese.

REDDITO DI CITTADINANZA – La ricarica del 15

Sarà rivolta a tutti coloro che hanno richiesto il Reddito di Cittadinanza all’Inps per la prima volta nel mese di giugno, oltre che per chi ha chiesto il rinnovo dopo che il beneficio è scaduto a maggio, mentre il pagamento del Reddito di Cittadinanza di luglio ordinario arriverà il 27 e con esso sarà ricaricata anche la Pensione di Cittadinanza.

La Pensione di Cittadinanza

E’ un’evoluzione della prestazione del Reddito di Cittadinanza che viene versata mensilmente ai nuclei composti da uno o più cittadini con più di 67 anni.

Ma ATTENZIONE, a chi non arriverà il pagamento del reddito di cittadinanza di luglio?

Innanzitutto, chi riceverà il RdC nella data del 15 non potrà riceverlo nella data del 27, a meno che a metà mese non vengano erogati eventuali arretrati della prestazione. In questo caso, la ricarica potrebbe essere doppia, perché il primo dei due accrediti riguarda uno sblocco di una prestazione congelata.

Ad esempio, chi non ha consegnato l’ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, aggiornato al 2022 si è visto bloccare il pagamento del Reddito di Cittadinanza. Una volta consegnata la documentazione INPS ha sbloccato il pagamento ed è arrivata una doppia ricarica.

Andiamo a vedere nel dettaglio tutti gli altri sfortunati che non riceveranno il pagamento del Reddito di Cittadinanza di luglio.

Ecco tutti i casi in cui il cittadino non riceverà il pagamento del Reddito di Cittadinanza di luglio

Il cittadino superato le soglie patrimoniali e reddituali previste dalla legge;

  • le 18 mensilità di reddito di cittadinanza sono scadute a giugno e si necessita di una nuova domanda di rinnovo;
  • il percettore RdC non ha comunicato di aver avviato un’attività lavorativa all’INPS;
  • Il cittadino non si è presentato alle convocazioni nei centri per l’impiego;
  • il soggetto intestatario di Reddito di Cittadinanza non ha consegnato l’ISEE aggiornato;
  • il cittadino ha (o non) ha comunicato le dimissioni all’INPS.

Nei primi due casi occorrerà presentare l’ISEE corrente, che non è altro che una fotografia aggiornata della situazione reddituale e patrimoniale del cittadino, più indirizzata al presente rispetto all’ISEE ordinario, oppure – 2° caso – presentare una nuova domanda previo il mese di luglio di “stop”.

Nel terzo e nel quarto caso, il percettore del Reddito di Cittadinanza dovrà attendere un periodo più o meno lungo a seconda della gravità del fatto per presentare una nuova domanda. Chi non ha comunicato l’avvio dell’attività all’INPS dovrà aspettare almeno 18 mesi per una nuova richiesta (6 per nuclei familiari con minori), mentre chi non si è presentato:

  • alla 1° convocazione dovrà attendere lo sblocco con la ricarica di agosto;
  • alla 2° convocazione dovrà attendere lo sblocco con la ricarica di settembre, aspettando 2;
  • alla 3° convocazione dovrà attendere 18 mesi per richiedere nuovamente il RdC. Il tempo si dimezza per nuclei con figli minori.

Nel quinto caso, basterà consegnare un Indicatore della Situazione Economica Equivalente ISEE aggiornato al 2022.

Nell’ultimo caso, invece, in caso di dimissioni comunicate occorrerà attendere 12 mesi per una nuova richiesta, nel caso di dimissioni NON comunicate, dovrete attenderne 18. Le mensilità si accorciano a 6 con nuclei con figli minorenni.

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