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Reddito di cittadinanza, ARRIVA LA STRETTA: LA NUOVA DISPOSIZIONE DELL’INPS. A molti sarà tolto TUTTO, ecco a chi e perchè

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reddito di cittadinanza

Ci sono diverse novità per il reddito di cittadinanza, contenute in un emendamento al Decreto Aiuti approvato in commissione alla Camera con il voto contrario del Movimento 5 stelle. Il dl va convertito in legge entro la metà di luglio e nel frattempo potrebbero intervenire ulteriori modifiche, ma la stretta sul contributo statale sembra comunque vicina.

Secondo l’emendamento le offerte congrue possono essere proposte “direttamente dai datori di lavoro privati” a chi prende il Reddito e firma il Patto per il lavoro. Il datore di lavoro privato, secondo la modifica, potrebbe comunicare quindi il rifiuto al centro per l’impiego. Congrua è considerata l’offerta coerente con le esperienze e competenze maturate, con uno stipendio non inferiore a quello del Reddito e che soddisfa dei parametri relativi alla distanza del luogo di lavoro dal domicilio e i tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico.

Dopo le modifiche introdotte dalla scorsa Legge di Bilancio un’offerta è congrua se il lavoro è a tempo pieno e indeterminato e dista meno di ottanta chilometri (anziché 100) o comunque raggiungibile in 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici, nel caso di prima offerta. Se è una seconda offerta può essere in tutto il territorio nazionale. Rifiutando un’offerta di lavoro congrua si subisce una diminuzione mensile di 5 euro per ciascun mese a partire dal mese successivo al rifiuto. Al secondo rifiuto, il sussidio viene revocato.

L’emendamento prevede poi che sia il ministro del Lavoro a definire con decreto le modalità con cui viene comunicata e verificata la mancata accettazione dell’offerta congrua. Secondo Maurizio Lupi, tra i firmatari della modifica, “così abbiamo equiparato l’offerta privata a quella pubblica: se un percettore di reddito di cittadinanza riceve due offerte di lavoro, magari da un ristorante o da un albergo, e le rifiuta, se ne va a casa, cioè perde il reddito di cittadinanza e non riceve più questo tipo di assistenza dallo Stato”. Quanto all’idea di conciliare il reddito di cittadinanza con il lavoro stagionale, mantenendo il sussidio a chi lavora per pochi mesi e con stipendi non alti, il governo sta invece ancora valutando il da farsi.
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