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Assegno Unico, AUMENTANO GLI IMPORTI: PIU’ SOLDI IN ARRIVO SE FAI QUESTA RICHIESTA. Ecco come procedere: tutte le ultimissime

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Assegno Unico

ASSEGNO UNICO. L’Inps ha iniziato ad erogare l’assegno unico dal mese di marzo. Coloro che fatto domanda entro il 30 giugno potranno ricevere anche gli arretrati. Nonostante la macchina sia rodata, e pianificata già dalla fine del 2021, la sostituzione degli assegni al nucleo familiare con l’assegno unico non convince tutti. In particolare alcuni percettori. Quando si cambiano le normative, e le regole per un sostegno, si possono creare delle falle che penalizzano determinate famiglie a determinate condizioni.

Includere tutti i casi non è semplice, ma in particolare per l’assegno unico, il passaggio delle consegne dal datore di lavoro all’Inps ha creato problemi alle famiglie che usufruivano anche dei sostegni per il coniuge. Essendo assegno unico per i figli, l’importo è valido solo per i minori o maggiorenni a carico fino a 21 anni. Quindi i coniugi a carico ne rimangono necessariamente esclusi.

Assegno unico Inps, come potrebbero cambiare le regole

Rispetto agli assegni al nucleo familiare, erogati dal datore di lavoro, l’assegno unico INPS incontra degli ostacoli. Primo fattore di determinazione dell’importo è l’Isee, che conteggia tutti i redditi della famiglia, inclusa la prima casa di abitazione. Di conseguenza, i percettori con reddito basso, ma con casa di residenza di proprietà, si sono visti decurtare un 20% dell’importo, al netto della franchigia da 52.500 euro che si applica, perché proprietari.

Per la prima casa, esiste una clausola di salvaguardia mutuata dai precedenti assegni al nucleo familiare. Chi possiede un reddito inferiore ai 25.000 euro annui, non subisce alcuna decurtazione per l’immobile. Da quella cifra in poi, rispetto agli assegno al nucleo familiare, scattano detrazioni, ed a conti fatti, tra l’ANF e l’assegno unico, molte famiglie ci rimettono soldi.

Ciò su cui si sta ragionando è sia la validità dell’Isee al fine di stabilire l’importo, che sulla determinazione dell’Isee stesso con le modalità esistenti. Se dovessero andare in porto le modifiche, quel 20% in meno per le proprietà potrebbe essere restituito ai percettori. Ma per ora non si hanno né definizioni precise né tantomeno scadenze.
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