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INPS, LA GROSSA NOVITA’ SULL’ASSEGNO UNICO. La nuova comunicazione che riguarda tutte le famiglie, ecco di cosa si tratta

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Da cinque mesi, oramai, le famiglie italiane, specie quelle più in difficoltà, posso contare sull’erogazione dell’Assegno Unico e universale. Si tratta del contributo economico erogato direttamente dall’INPS nei confronti dei nuclei familiari che ne hanno fatto richiesta tra quelli con figli a carico fino al 21° anno di età o con figli disabili senza limiti di età. Il suo carattere – appunto – universale consente di raggiungere le istanze dei lavoratori dipendenti, percettori di Reddito di Cittadinanza o pensionati.

L’Assegno Unico e universale ha sostituito il pacchetto di misure rivolte alle famiglie composto sostanzialmente da precedenti sette bonus, dal 1° marzo 2022, completamente assorbiti dal contributo onnicomprensivo: il Premio alla nascita; l’Assegno di natalità; l’Assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;  l’Assegno per il nucleo familiare; alcune detrazioni per carichi di famiglia; il Fondo di sostegno alla natalità; l’Assegno temporaneo per i figli. Tra questi, solo il Bonus asilo nido e per forme di assistenza presso la propria abitazione, è ancora in vigore.

Novità assegno unico INPS, quanto riceverà la famiglia con quattro figli?

All’Assegno Unico e universale possono accedere tutti i nuclei familiari, il cui riconoscimento sarà – diversamente – commisurato alla condizione reddituale: infatti, se per i precedenti bonus era sufficiente la composizione familiare di almeno un genitore impiegato in attività da lavoro dipendente, l’entità dell’importo mensile dell’AUU viene assegnata in base al criterio di valutazione ISEE.

Con riferimento al reddito ISEE, l’importo è così stabilito: se il nucleo familiare dichiara un reddito lordo annuo inferiore a 40.000 euro, si accede ai due scaglioni che consentono di ottenere gli importi mensili più alti (fino a 175 euro); se il reddito è pari o superiore a 40.000 euro, gli assegni mensili hanno un importo di diritto pari a 50 euro fissi. Se nel frattempo che si stia ricevendo il rateo per ciascun figlio la mamma è in dolce attesa, cosa succede al contributo?

Innanzitutto, sin dal settimo mese di gravidanza si può inoltrare la domanda per il riconoscimento dell’Assegno Unico. Poi, già a partire dal secondo figlio, la misura contributiva prevede una maggiorazione, applicata sull’importo base dell’assegno. Infatti, su una cifra mensile variabile dai 50 ai 175 euro, la maggiorazione può oscillare da 15 a 85 euro in più, ogni mese. Sempre secondo la valutazione ISEE. I nuclei con quattro figli o di più godono invece di una maggiorazione forfettaria, pari a 100 euro mensili. Fonte: Consumatore.com
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