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Johnson cede e si dimette: “In politica nessuno è indispensabile”. Nominati già i nuovi ministri

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Johnson cede e si dimette. Boris Johnson ha annunciato formalmente le sue dimissioni da leader del Partito Conservatore britannico, forza di maggioranza in Parlamento, in un discorso alla nazione. BoJo manterrà tuttavia il suo incarico di premier fino all’autunno. In estate infatti i Tory sceglieranno il suo successore ed entro l’autunno nominato il nuovo primo ministro britannico. Proprio con l’intenzione di rimanere in carica, Johnson ha ricomposto il gabinetto e nominato i nuovi ministri.

Una decisione, quella di lasciare, maturata dopo che una delegazione di suoi fedelissimi e il neo cancelliere dello Scacchiere britannico, Nadhim Zhawi, hanno chiesto a Johnson di dimettersi e dopo che nella giornata di giovedì altri 4 ministri hanno deciso di lasciare l’esecutivo: il ministro per l’Irlanda del Nord, Brandon Lewis, quello per la sicurezza, Damian Hinds, quello per la Scienza, George Freeman, e la ministra del Tesoro, Helen Whately.

I nuovi ministri

Johnson ha nominato un gabinetto sostitutivo, dopo le dimissioni a raffica dei funzionari del governo, proprio sperando di rimanere come premier ad interim fino all’autunno. Greg Clark, ex segretario agli Affari economici sotto il governo di Theresa May, prende il posto di Michael Gove come ministro del Livellamento delle diseguaglianze territoriali. James Cleverly è stato nominato nuovo segretario all’Istruzione, sostituendo Michelle Donelan, che a sua volta è stata nominata martedì per sostituire Nadhim Zahawi quando è diventato Cancelliere dello Scacchiere. Kit Malthouse, sarà il nuovo cancelliere del ducato di Lancaster al posto di Steve Barclay. Cleverly e Malthouse sono entrambi fedeli alleati di Boris Johnson, a differenza di Greg Clark, la cui nomina, scrive il Guardian, è una “sorpresa”.

Ruoli principali coperti

Il consiglio di gabinetto, organo esecutivo del governo, è tornato a essere così totalmente coperto nei ruoli principali. Alcuni sottosegretari o viceministri si sono detti frattanto disponibili a ritirare le dimissioni di protesta date nei giorni scorsi, ora che Johnson a deciso di rinunciare alla leadership Tory e ad aprire le porte all’entrata in scena di un nuovo primo ministro nel prossimo futuro. L’ex potente consigliere Dominic Cummings, silurato a suo tempo dopo essere stato il guru della Brexit e divenuto da allora nemico giurato di BoJo, ha tuttavia unito la sua voce a quella di chi dice che Johnson non può restare premier facente funzione fino a ottobre.

Secondo la Bbc, la campagna elettorale per prendere il posto di Johnson è cominciata da un po’

le lettere di dimissioni presentate da membri del governo in questi giorni, infatti, conterrebbero delle indicazioni rilevanti in tal senso. Rishi Sunak, dimessosi da cancelliere dello Scacchiere, ha messo in evidenza le sue differenze “fondamentali” in tema di economia rispetto al premier uscente. Sajid Javid, che si è dimesso da ministro della Salute, ha posto l’accento sulle barriere che ha dovuto superare nella vita. Anche il neo cancelliere dello Scacchiere britannico, Nadhim Zhawi, Nadhim Zahawi, ha ammesso che la sua vicinanza al premier uscente potrebbe avere un’influenza sulla corsa per la nuova leadership conservatrice. Sempre secondo la Bbc, Suella Braverman ha espresso interesse per la corsa e potrebbero essere interessati, fra gli altri, anche Penny Mordaunt, Tom Tugendhat e Jeremy Hunt.

Riguardo ai ministri che hanno lasciato nella giornata di giovedì, Lewis, Hinds e Freeman hanno pubblicato le loro lettere di dimissioni sui rispettivi account Twitter. Un “governo dignitoso e responsabile si basa su onestà, integrità e rispetto reciproco: è motivo di profondo rammarico personale per me dover lasciare il governo poiché non credo più che quei valori devono rispettati”. Ha scritto Lewis motivando le sue dimissioni da ministro, sottolineando che “una decisione di lasciare il governo non viene soprattutto mai presa alla leggera, in un momento così critico per l’Irlanda del Nord”.

Johnson cede e si dimette – E ancora:

“È stato un enorme privilegio e responsabilità ricoprire il ruolo di ministro della Sicurezza. Non devono volerci le dimissioni di membri di colleghi, ma per il nostro Paese, e confidando nella nostra democrazia, occorre un cambio di leadership”. Ha scelto queste parole per lasciare il ministro per la Sicurezza Hind.

“Adesso basta, non può andare avanti”. Così ha tuonato su Twitter il ministro della Scienza Freeman. “Il caos al n. 10 di Downing Street, il crollo della responsabilità collettiva del Gabinetto, l’abbandono del codice ministeriale, la difesa dell’illegalità e della sfida al Parlamento sono tutti insulti al conservatorismo in cui credo e che sostengo”, ha affermato, accusando Johnson di avere mostrato “mancanza di trasparenza e franchezza nei confronti del Parlamento”.(Tgcom24)
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