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Bimbo morto Sharm el-Sheikh, i genitori di Andrea rientreranno oggi a Palermo

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Sharm el Sheikh

Sharm. La Farnesina ha confermato che l’Ambasciata d’Italia al Cairo e il Consolato Onorario a Sharm el Sheikh hanno ottenuto i permessi necessari per permettere il rientro con un volo sanitario.

L’Ambasciata d’Italia al Cairo e il Consolato Onorario a Sharm el Sheikh hanno ottenuto i permessi necessari per permettere alla società assicuratrice l’invio di un volo per riportare in Italia la salma e i genitori del piccolo Andrea Mirabile, bimbo palermitano di sei anni, morto a Sharm el-Sheikh dove era in vacanza con i genitori, forse per una intossicazione alimentare.

I genitori di Andrea rientreranno oggi 8 luglio a Palermo con un volo sanitario

E’ quanto si apprende da fonti della Farnesina. Antonio Mirabile, 46 anni, che lavora all’Anas, padre del piccolo Andrea, è ricoverato in terapia intensiva anche se le sue condizioni sembrano migliorare. Sta meglio invece la mamma, incinta di 4 mesi, dimessa oggi. La coppia soggiornava in un resort sul Mar Rosso. Lo si apprende da fonti della Farnesina. Nessuno degli altri ospiti del resort avrebbe segnalato alla struttura malesseri come vomito o ulteriori sintomi di intossicazione, secondo quanto apprende l’ANSA. La famiglia, prima di partire, aveva stipulato una assicurazione sanitaria. La compagnia, nei prossimi giorni, dovrebbe mettere a disposizione della coppia – la donna non vuol lasciare il marito da solo in Egitto – un aereo con una equipe medica a bordo.

L’appello della madre

“Sono Rosalia Manosperti, e da sabato sono ricoverata all’ospedale di Sharm el-Sheik insieme a mio marito dove abbiamo anche perso nostro figlio di sei anni. Richiedo a tutte le istituzioni competenti di attivarsi affinché ci riportino in Italia il prima possibile con un volo di linea speciale. Perché le nostre condizioni di salute non ci permettono di prendere un volo di linea normale. Aiutateci per favore a rientrare a casa”. È l’appello che aveva lanciato la mamma del bimbo sul sito “Palermo Live”.

Sempre secondo quanto apprende l’ANSA, la coppia aveva chiesto il ricovero in ospedale dopo tre giorni da quando il bambino aveva cominciato a stare male e avrebbe segnalato soltanto al medico del villaggio turistico ma non alla responsabile del tour operator, le condizioni di salute del piccolo e del padre. Quando è arrivata l’ambulanza il piccolo era ormai in condizioni critiche ed è arrivato al nosocomio senza vita.

L’impegno della Farnesina

La Farnesina sta seguendo con la massima attenzione la tragica vicenda. L’Ambasciata d’Italia al Cairo e il Consolato Onorario a Sharm el Sheikh, in stretto raccordo con il Ministero degli Affari Esteri, si sono poste subito in contatto con le competenti autorità mediche e giudiziarie locali, che hanno aperto un’indagine a seguito del decesso e hanno disposto l’autopsia sul corpo del minore, su richiesta dei genitori, si legge in una nota.

Zio: “Padre migliora, ma valore ossigenazione sangue è basso”

“Per fortuna lo stato di mio cognato Antonio registra lievi miglioramenti – aggiunge Roberto Manosperti – Il problema è che persiste il basso valore di ossigenazione del sangue non appena gli viene tolta la mascherina dell’ossigeno. Una situazione che non gli permette di prendere il primo volo di linea con mia sorella e ritornare a casa”.

“Sulla morte di Andrea non c’è ancora alcuna certezza”

Restano ancora un mistero le cause della morte del bambino. “Sulla morte di Andreuccio avvenuta nel giro di sole 36 ore dalla manifestazione dei primi sintomi, non c’è ancora alcuna certezza così come non abbiamo la tempistica per conoscere il referto dell’autopsia eseguita dai medici egiziani. Non appena la salma tornerà in Italia ci adopereremo per far eseguire un altro esame da medici di fiducia”.

L’appello alle istituzioni: “Fate rientrare a casa mia sorella e mio cognato”

Roberto Manosperti lancia infine un nuovo appello ad aiutare i familiari bloccati in Egitto. “Mi rivolgo a tutte le istituzioni e autorità competenti sia a quelli locali, il Comune di Palermo e la Regione Siciliana, che a quelle nazionali affinché tutti si possano adoperare per fare rientrare a casa mia sorella, che voglio ricordare è incinta, e mio cognato dopo questa immane tragedia che li ha colpiti”. La Farnesina è già stata informata, così come l’Ambasciata italiana in Egitto: tutti hanno assicurato che una volta migliorate le condizioni del papà del bimbo ancora ricoverato in ospedale la famiglia verrà trasferita a Palermo a spese dello Stato.

Lagalla: “Contatterò i genitori”

“Tutto quello che potrà essere fatto sarà fatto rispetto ad una vicenda così triste. Contatterò i genitori del bambino nelle prossime ore non appena avremo capito che cosa sarà possibile fare per loro”. Lo ha detto il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, a margine di una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans, parlando con i giornalisti a proposito del rimpatrio della salma del bambino.
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