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Brescia, ancora vittime sul lavoro: 60enne muore folgorato in cantiere Tav

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Brescia

BRESCIA. Un autista di 60 anni è morto folgorato a Calcinato, nel Bresciano, mentre stava scaricando dal camion su cui stava lavorando della terra rimossa dagli scavi del tunnel della Tav Brescia-Venezia.

Il cassone del veicolo avrebbe urtato un cavo dell’alta tensione e l’uomo, che in quel momento era solo, colpito da una potente scarica elettrica. A lanciare l’allarme alcuni colleghi che lo hanno trovato successivamente.

Brescia – L’incidente mortale

Si è verificato nella mattinata di sabato 16 luglio nell’area deposito dei materiali di scavo del cantiere dove la vittima stava lavorando.

Dalle prime ricostruzioni non sono ancora chiare le dinamiche che hanno portato alla morte del 60enne, ma per il momento l’ipotesi più accredita è che il cassone del camion sollevandosi abbia urtato i cavi trasmettendo all’uomo la scarica elettrica che lo ha ucciso. Quando i soccorsi sono arrivati, il sessantenne era già morto.(Tgcom24)

West Nile, torna il virus in Italia: morto un anziano a Padova, era ricoverato con una grave forma di encefalite

WEST NILE. Un anziano di 83 anni è morto a Piove di Sacco (nel Padovano), per una grave forma di encefalite dovuta alla Febbre del Nilo occidentale, virus a cui era risultato positivo. Non è stato precisato finora dalle autorità sanitarie se si tratti del paziente già segnalato nei giorni scorsi dall’Iss come primo caso di positività nel Paese alla West Nile, scoperto, appunto, in Veneto.

Altri due casi

Negli ospedali dell’Ulss 6, infatti, è ricoverato un altro uomo di giovane età positivo al virus trasmesso dalle zanzare, mentre su un altro 62enne, sempre ricoverato per encefalite a Piove di Sacco sono in corso accertamenti per stabilire se si tratti o meno di West Nile.

Come si trasmette – I serbatoi del virus, riporta il sito EpiCentro dell’Iss, sono gli uccelli selvatici e le zanzare, specie del tipo Culex. La trasmissione all’uomo avviene principalmente con la puntura, ma sono stati anche segnalati casi di infezione dovuti a trapianti di organi, trasfusioni di sangue e trasmissione madre-feto in gravidanza.

Aspetto da sottolineare è che la febbre del Nilo occidentale non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con gli infetti. Il virus tuttavia non colpisce solo l’uomo ma anche altri mammiferi, soprattutto gli equini, nonché cani, gatti e conigli.

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