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“De Luca scappa dall’aula e uccide la Democrazia” durante il Consiglio Regionale: la denuncia di Nappi. IL VIDEO

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De Luca scappa dall'aula

CAMPANIA. “De Luca scappa dall’aula dando ennesima prova di inadeguatezza, incapacità al confronto e atteggiamento antidemocratico. Allo stesso modo grave il comportamento della maggioranza che davanti al tema fondamentale della democrazia violata, tace o farfuglia. Sono grato ai colleghi del centrodestra che, di fronte all’indignitosa scena, hanno abbandonato l’aula”. Lo afferma Severino Nappi, consigliere regionale della Lega in Campania. Ha commentato Nappi all’esito della seduta.

A dargli manforte in aula è stato il capogruppo della Lega, Gianpiero Zinzi

“La nostra assemblea è stata presa in ostaggio dalla giunta regionale, una caratteristica dell’intera legislatura. Questo è un dibattito importante al quale dovrebbe partecipare tutto il Consiglio regionale perché stiamo pagando un prezzo altissimo di subordinazione del Consiglio alla Giunta regionale” ha detto Zinzi in aula. In una nota congiunta poi i leghisti hanno rincarato la dose.

“Non bastava dover sopportare le ingerenze nelle attività e nella composizione delle Commissioni, l’attesa dei permessi concessi per lo svolgimento delle sedute consiliari, ora al centrodestra viene persino tolta la parola in Aula. Oggi la democrazia in Consiglio regionale ha definitivamente abdicato per lasciare spazio alla dittatura in stile deluchiano. Così i consiglieri regionali Lega Salvini Campania, in merito a quanto accaduto nel corso della seduta quando al consigliere Nappi, che stava rappresentando la piena sudditanza del Consiglio a De Luca, è stato spento il microfono. Quanto accaduto oggi è vergognoso. Alle nostre legittime rimostranze sulle condizioni in cui è costretto a lavorare il Consiglio regionale, per tutta risposta il presidente De Luca è scappato dall’Aula. Questo la dice lunga sul clima che si respira in tutta la Campania” hanno concluso.

L’intervento di Nappi

Buon pomeriggio,

In questa aula c’è una maggioranza e c’è un’opposizione. E di fronte a me c’è una persona che fa il presidente della Regione e che, da qualche tempo, si è scoperto pure scrittore in materia di democrazia. Ma davvero la Democrazia e Vincenzo De Luca possono coesistere nella stessa frase? Io piuttosto parlerei di democrazia ai tempi di Vincenzo De Luca. Quel concetto astratto e tutto suo per il quale questo signore – senza pensare al modo dispotico col quale governa la regione – arriva a voler decidere a tavolino in Consiglio regionale – nell’assemblea legislativa che rappresenta tutti i campani – chi può fare e chi no il presidente o il segretario di commissione, chi può far parte e chi no dell’ufficio di presidenza.

E non sto parlando dei componenti della maggioranza – che pure sarebbe una cosa grave, ma saremmo ancora nel recinto di casa sua – ma della sua pretesa di porre i veti sull’opposizione. La sua pretesa di scegliersi l’opposizione. O forse pensa di essere democratico proprio per questo. Perché, mentre in Corea del Nord l’opposizione non c’è proprio, qui, in Campania, lui si “limita” a scegliersela. Allora, gentile presidente, le voglio dire qui, e davanti a tutti, una sola cosa: se pensa che, esercitando il suo potere interdittivo, io possa arretrare di qualche passo rispetto al mio ruolo di suo oppositore, si sta sbagliando di grosso. Se lei pensa che qui dentro la politica si faccia con gli incarichi, le dico che non è cosi, sicuramente per quanto mi riguarda.

 

C’è chi vive di politica, come lei fa da 50 anni

E c’è chi – come me – vive della propria professione. E che quindi ogni giorno si guadagna la libertà da quelli come lei. Concludendo, uso ancora una volta il mio esempio personale per far emergere che, sotto ai tappeti rossi che qui dentro le stendono, c’è molta più polvere di quella che, chi ci guarda, può immaginare. E io non sarò mai, e dico mai, disposto a nasconderla.

Continui pure nei suoi comportamenti arbitrari e antidemocratici se dovesse trovare ancora, tra le file della maggioranza, chi è disposto ad assecondare questa deriva autoritaria, grottesca e arrogante. Ma sappia che, esattamente come accadrà col suo malgoverno, tutto questo servirà soltanto a documentare l’ennesima pagina buia e triste della sua stagione, ormai logora.
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