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Covid, chiesta l’approvazione del vaccino aggiornato Pfizer

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COVID. Le case farmaceutiche hanno annunciato di avere completato la procedura di richiesta di approvazione all’Ema per il vaccino aggiornato contro Covid-19. L’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato l’allarme alla luce dell’impennata di casi Covid che si sta registrando in questo momento. L’agenzia ha esortato i Paesi ad “affrontare urgentemente le lacune nel monitoraggio e nella risposta alla pandemia per evitare morti prevenibili e gravi interruzioni”.

Pfizer e BioNTech

Hanno annunciato di avere completato la procedura di richiesta di approvazione all’Agenzia europea dei medicinali (Ema) per il vaccino aggiornato contro Covid-19. Il vaccino è  bivalente e oltre a contrastare il vecchio virus è stato adattato anche alla sotto-variante Omicron BA.1.
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha lanciato l’allarme prevedendo un autunno e un inverno “impegnativi” alla luce dell’impennata di casi Covid che si sta registrando in questo momento. L’agenzia ha esortato i Paesi ad “affrontare urgentemente le lacune nel monitoraggio e nella risposta alla pandemia per evitare morti prevenibili e gravi interruzioni”.
Attesa una accelerazione della campagna vaccinale anche perché il piano del Governo ha dato alle Regioni e Province Autonome l’obiettivo di 100mila dosi al giorno. Monito dell’Oms europea: prepararsi a nuove ondate, troppo tardi aspettare autunno.

Vaccini anti-Covid, la dose booster difende anche da Omicron

La dose booster dei vaccini anti-Covid, nonostante questi siano basati su varianti del virus non più in circolazione, difende in parte anche da Omicron, evitando le conseguenze più gravi dell’infezione. Lo afferma un nuovo studio condotto in laboratorio e guidato dalla statunitense Università di Washington, con un contributo anche italiano di Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e Istituto Nazionale di Genetica Molecolare (Ingm) ‘Romeo ed Enrica Invernizzi’ di Milano.

La ricerca

Pubblicata sulla rivista Science, evidenzia che gli attuali vaccini riescono ancora a stimolare in misura sufficiente il sistema immunitario e che la sottovariante BA.5 di Omicron presto sostituirà le altre a livello globale. I ricercatori, guidati da John Bowen e Amin Addetia, hanno analizzato campioni di plasma (la componente liquida del sangue) in laboratorio, per valutare l’efficacia dei vaccini o di una precedente infezione nei confronti delle varie sottovarianti di Omicron.
Alcuni dei campioni provenivano da individui che avevano contratto Covid-19 in una fase molto precoce della pandemia: solo 5 su 24 presentavano ancora un’attività immunitaria rilevabile, e comunque molto debole. I ricercatori hanno anche testato i vari vaccini disponibili: Moderna, Pfizer, Novavax, Janssen (Johnson&Johnson), AstraZeneca, Sinopharm e Sputnik V.
Nonostante l’immunità protettiva da loro generata sia stata gravemente attenuata dalle sottovarianti di Omicron, una dose di richiamo, indipendentemente dal tipo di vaccino, porta gli anticorpi neutralizzanti a livelli apprezzabili per tutte le varianti. Per essere preparati alla futura evoluzione della pandemia da Sars-CoV-2, gli autori dello studio sottolineano l’importanza di proseguire nell’attenta sorveglianza delle nuove varianti, di continuare man mano a valutare l’efficacia dei vaccini attuali e di sostenere gli sforzi per svilupparne di nuovi. (Skytg24)
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