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Ultim’ora, Nord Stream riapre il gasdotto dopo la manutenzione: il piano dell’Ue

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GASDOTTO. Dopo 10 giorni è ripartito il gasdotto che rifornisce l’Europa con il gas proveniente dalla Russia. “Sta funzionando”, ha detto un portavoce di Nord Stream, senza specificare la quantità di gas consegnata.

Il flusso di gas in arrivo in Europa dalla Russia tramite il gasdotto Nord Stream 1 è ripartito questa mattina. Al termine del periodo di manutenzione durato 10 giorni. Lo ha confermato un portavoce di Nord Stream all’agenzia di stampa Afp, senza specificare la quantità di gas erogata.

Gasdotto – Le previsioni

Nella serata di ieri il presidente dell’Agenzia tedesca delle Reti, Klaus Müller, aveva scritto su Twitter che la quantità di gas in arrivo oggi sarebbe stata di 530 gigawattora. Ovvero circa il 30% delle capacità del gasdotto. Gascade – gestore tedesco dei due punti di arrivo a Lubmin del gasdotto – aveva invece previsto una ripresa del flusso per oggi al 40% delle capacità.

Il piano dell’Ue

Intanto alla Commissione europea è stato presentato un piano che prevede un taglio del 15% al consumo di gas da parte degli Stati membri entro il 31 marzo del 2023. La riduzione è volontaria ma, nel caso in cui l’Ue entri in una fase di “allerta”, diventa obbligatoria. Sarà la Commissione, su richiesta di almeno tre Paesi membri, a chiamare l’allerta generale, e sarà ancora Bruxelles a monitorare la riduzione della domanda di gas.

Il pacchetto varato

Si compone di più capitoli e prevede anche un meccanismo di solidarietà da implementare al più presto attraverso accordi bilaterali tra i Paesi membri. Nel testo sono indicati i settori industriali che andrebbero tutelati e si chiede ai governi europei di mettere in campo campagne di sensibilizzazione per ridurre il riscaldamento e il raffreddamento nelle proprie case.

Nessun obbligo è previsto per le famiglie, ma il piano invita i governi a rendere vincolante il risparmio su condizionatori e termostati in uffici e locali pubblici. Tra le raccomandazioni ne emerge una sulla quale le associazioni ambientaliste sono pronte a dare battaglia: quella di reintrodurre temporaneamente carbone e diesel nel mix energetico nazionale per sostituire il gas. Anche il price cap, pilastro della strategia italiana, viene citato, seppur in maniera generica.(Skytg24)
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