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M5s, nuovo vertice in vista. Conte: “No a politica dei due forni”. Oggi primarie in Sicilia

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M5S. Conte avverte il Pd: “Non accettiamo la politica dei due forni. Quel che vale a Roma vale a Palermo”, dice dando il suo ok alle primarie in Sicilia, dove si vota oggi per scegliere il candidato per la Regione tra Caterina Chinnici del Pd, Barbara Floridia del M5s e Claudio Fava dei Centopassi. Letta studia nuove alleanze escludendo chi non ha votato la fiducia a Draghi. Berlusconi torna in campo a 85 anni, Tajani annuncia che ‘si candiderà sicuramente al Senato’. Convocato nuovo vertice del centrodestra.

La campagna elettorale è già iniziata

Conte avverte il Pd: “Non accettiamo la politica dei due forni. Quel che vale a Roma vale a Palermo”, dice dando il suo ok alla partecipazione alle primarie in Sicilia, dove si vota oggi per scegliere il candidato progressista alla presidenza della Regione tra Caterina Chinnici del Pd, Barbara Floridia del M5s e Claudio Fava dei Centopassi. Letta studia nuove alleanze escludendo chi non ha votato la fiducia a Draghi. Silvio Berlusconi torna in campo a 85 anni e alla sua nona campagna elettorale e Tajani annuncia che ‘si candiderà sicuramente al Senato’. Intanto convoca un nuovo vertice del centro destra.

Di Maio: ‘nuovo Esecutivo riprenda agenda Draghi’

“La caduta di Draghi ha sconvolto tutto, il panorama politico si è rimescolato. Perciò adesso si stanno parlando le forze responsabili e che possano vantare credibilità”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che, in un’intervista a Repubblica spiega che nell’M5S “è in corso un’interlocuzione tra quelli che condividono un’idea d’Italia, la possibilità che l’agenda Draghi torni al governo del Paese. Questo è lo spartiacque.

Ma non abbiamo solo la destra da fronteggiare

C’è anche Giuseppe Conte che fa parte di quel populismo unito al sovranismo, corresponsabile di quanto è successo. Avevamo dei provvedimenti in cantiere che dovevano aiutare le famiglie, ad esempio sul caro benzina e sul caro gas: sui tavoli europei sarà difficile fare battaglia con un governo che si occupa solo degli affari correnti”.
“Perché per quanto mi riguarda il Movimento non c’è più – aggiunge Di Maio – Ho contribuito a fondarlo e costruirlo e a torto o ragione era nato per andare al governo e cambiare le cose, non sfasciare i governi per complicare le cose. Se vogliamo davvero costruire un’area di unità nazionale che guardi all’obiettivo di mettere a posto questo Paese, con una prospettiva, una visione, una programmazione, non posso rispondere tramite le interviste o le repliche all’uno o all’altro tweet, io vorrei cercare di unire come stanno facendo tanti altri.
Se ci riusciamo bene. Se non ci riusciamo allora vorrà dire che gli elettori prenderanno atto anche di questo. Ho lavorato bene con tutti i ministri – dice ancora – il clima che c’era fuori tra le forze politiche non era quello che vivevamo dentro il Consiglio dei ministri. Se sono degli interlocutori dovranno deciderlo loro, lo dico anche per rispetto nei loro confronti”. (Skytg24)
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